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La Corea del Nord ammette il suo primo decesso Covid

Cortocircuito informativo, con le autorità che danno 350mila contagi e Pyonyang che smentisce: la Corea del Nord ammette il suo primo decesso Covid

Il dittatore nord coreano Kim Jong-un

La Corea del Nord ammette il suo primo decesso Covid, nel paese sono stati confermati già 18mila casi ufficiali di una non ben definita “febbre” ma in realtà potrebbero essere ben molti di più. La menzione ufficiale arriva dall’agenzia di stampa statale Kcna, secondo cui uno dei sei decessi registrati negli ultimi giorni per “febbre” sarebbe stato infettato dalla variante Omicron.

Primo decesso covid in Corea del Nord

E ci sono anche altre informazioni “filtrate” che danno i media di stato sotto controllo ma non immediato di Kim Jong-un: si tratta di numeri ben più alti che parlano anche di 350mila contagi, ma Pyongyang ha confermato la presenza sul territorio solo di 18mila casi di “febbre”. Il primo contagio Omicron in Corea del Nord era stato confermato mercoledì 11 maggio.

E proprio da quella situazione era scaturita la decisione del presidente Kim Jong-un in merito ad un lockdown a livello nazionale.

Lockdown, panico e corsa alle scorte di alimenti

A quel punto le autorità sanitarie e militari nordcoreane hanno proclamato giovedì una “grave emergenza nazionale” e comunicato il varo di un “sistema straordinario di controllo”. Secondo il portale d’informazione “NK News”, alcune aree della capitale nordcoreana Pyongyang sono sottoposte a lockdown da almeno due giorni.

Ci sono anche notizie non confermate di episodi di panico fra la popolazione e di una sorta di corsa alle scorte alimentari.

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