In occasione del 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio, Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino ha lanciato accuse pesanti contro il governo guidato da Giorgia meloni. In un’intervista rilasciata a Diecimedia, ha affermato che il governo sta distruggendo sistematicamente gli strumenti antimafia che suo fratello e Giovanni Falcone avevano creato.
Le accuse di Salvatore Borsellino al governo
Salvatore Borsellino ha dichiarato che il 41 bis l’ergastolo ostativo le leggi sui collaboratori di giustizia e le intercettazioni facevano parte del cosiddetto decreto Falcone. Secondo lui, questi strumenti sono stati spazzati via dal governo attuale. Ha aggiunto che Palermo è piena di ergastolani usciti di prigione senza aver mai collaborato con la giustizia, continuando a gestire le loro famiglie mafiosi dal carcere.
Il fratello del magistrato ha anche rivelato che Fratelli d’Italia ha tentato di utilizzare il palco di via D’Amelio per un evento pubblico, tentativo che è riuscito a bloccare. Salvatore Borsellino ha inoltre affermato che suo fratello Paolo è stato ucciso per evitare che testimoniasse che alcuni dei suoi compagni di gioventù avevano partecipato alla preparazione della strage di Capaci insieme a Stefano Delle Chiaie.
La risposta di Giorgia Meloni
In serata, Giorgia Meloni ha risposto alle accuse di Salvatore Borsellino sui social network. Ha dichiarato che il lavoro encomiabile della Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo è un punto d’orgoglio per Fratelli d’Italia. Ha ringraziato pubblicamente Lucia Borsellino e ha affermato che non arretreranno di un millimetro nella lotta alla mafia.
Le nuove rivelazioni sulla strage di via D’Amelio
Salvatore Borsellino ha svelato che suo fratello Paolo è stato ucciso per evitare che rivelasse all’autorità giudiziaria ciò che aveva scoperto. Secondo lui, Paolo aveva scoperto che alcuni dei suoi compagni di gioventù avevano partecipato alla preparazione della strage di Capaci insieme a Stefano Delle Chiaie. Ha anche parlato di un depistaggio istituzionale da parte della Commissione parlamentare Antimafia, che vuole cancellare la presenza dei servizi nelle stragi nel nostro Paese.
Ha inoltre criticato la tesi sostenuta dall’Antimafia nazionale che vede nell’inchiesta sulle infiltrazioni di Cosa nostra negli appalti il movente del tritolo di 34 anni fa. Salvatore Borsellino ha affermato che suo fratello è stato ucciso per fare in modo che non rivelasse all’autorità giudiziaria ciò che aveva scoperto.
