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Leader europei a Berlino discutono rafforzamento dell'Alleanza Atlantica e sicurezza internazionale

Leader europei a Berlino discutono rafforzamento dell'Alleanza Atlantica e sicurezza internazionale

A Berlino i leader di Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Polonia hanno ribadito l'impegno a "rafforzare l'Alleanza Atlantica" e a sostenere l'Ucraina, discutendo anche la partecipazione a una missione nello Stretto di Hormuz e la preparazione al vertice NATO ad Ankara il 7 e l'8 luglio.

I leader di GermaniaFranciaRegno UnitoPolonia e Italia si sono riuniti a Berlino per il vertice E5 e hanno concordato una linea comune su rafforzamento della NATO sostegno all’Ucraina e sicurezza nello Stretto di Hormuz in preparazione del summit dell’Alleanza ad Ankara il 7 e l’ 8 luglio. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.

L’incontro ha assunto rilievo perché ha raccordato priorità politiche e militari in chiave transatlantica, indicando una maggiore integrazione della componente europea nella difesa collettiva.

I lavori hanno coperto modernizzazione delle capacità, protezione delle infrastrutture critiche, resilienza energetica e sicurezza delle rotte marittime con gli impegni destinati a confluire nelle decisioni del vertice di Ankara. La presidenza e i capi di governo hanno sottolineato unità di intenti e coordinamento operativo, anche alla luce delle intese politiche maturate al recente G7.

Rafforzamento dell’Alleanza e componente europea

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito il ruolo europeo nella difesa. Ha dichiarato: ” l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza “, collegando la necessità a una strategia che comprenda reti digitali infrastrutture e approvvigionamenti. In un secondo passaggio ha affermato: “L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza, portando avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente europea più forte e solida dell’Alleanza atlantica”.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avvertito che “percorsi solitari sarebbero un errore nella difesa”, richiamando una cornice di complementarità tra pilastro europeo e colonna americana.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato che ” noi europei abbiamo aumentato il nostro budget per la difesa “, indicandolo come base per accrescere la deterrenza. Ha aggiunto che “Gli europei e gli americani si stanno avvicinando, lo abbiamo visto al G7. I colloqui di oggi hanno mostrato che siamo molto uniti”. Nel quadro E5 si è riaffermata l’idea di rendere più efficaci gli investimenti con una base industriale europea della difesa, valorizzando le eccellenze continentali e accelerando l’innovazione tecnologica, anche a beneficio della modernizzazione degli arsenali e della protezione delle infrastrutture critiche.

Sostegno a Kiev e coordinamento verso Ankara

Il sostegno a Kiev è rimasto centrale. Meloni ha detto che ” ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura “, legando l’impegno a garanzie di sicurezza efficaci. Ha inoltre ribadito che “niente è possibile se non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura”. Merz ha anticipato una spinta finanziaria in sede NATO: “Ad Ankara vogliamo dare un forte segnale di sostegno a Kiev. Il governo tedesco propone che ci sia un forte finanziamento. Il messaggio a Mosca è: il sostegno europeo non cede”. I leader hanno richiamato gli impegni assunti all’Aia e il recente slancio del G7.

Macron ha rivendicato un passaggio politico maturato tra i partner: “Per la prima volta in 18 mesi, i membri del G7 hanno sottoscritto la stessa dichiarazione sul sostegno militare a Kiev e sulle sanzioni alla Russia”. Keir Starmer ha rimarcato che il sostegno all’Ucraina resterà il principale dossier sul tavolo degli alleati occidentali, con l’obiettivo di coordinare aiuti militari strumenti economici e sanzioni in un quadro di lunga durata. Il premier polacco Donald Tusk ha condiviso la linea comune durante i colloqui, rafforzando l’allineamento E5 in vista delle decisioni di Ankara del 7 e l’ 8 luglio.

Medio Oriente e sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz

Sul fronte mediorientale, il tema della libertà di navigazione e della stabilità delle rotte marittime ha avuto spazio. Meloni ha definito lo Stretto di Hormuz ” una priorità strategica per tutti “, confermando la disponibilità italiana a contribuire nel rispetto dei requisiti costituzionali. In parallelo, ha valutato positivamente il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, pur riconoscendo la fragilità del quadro regionale. Merz ha osservato: “Noi vediamo con favore che Usa e Iran abbiano raggiunto una intesa quadro nelle trattative in Svizzera e daremo il nostro contributo quando ci saranno le condizioni”.

La dichiarazione congiunta dell’E5 ha incluso la disponibilità a partecipare, “non appena le condizioni lo consentiranno e nel rispetto dei rispettivi requisiti costituzionali”, a una missione multinazionale guidata da Regno Unito e Francia nell’area dello Stretto di Hormuz. Secondo i leader, il dispositivo mirerebbe a rassicurare il traffico commerciale e alla possibile riapertura in sicurezza attraverso attività di verifica e sminamento. L’Italia ha confermato la propria apertura a contribuire, in linea con la cornice costituzionale e con il coordinamento alleato definito a Berlino.

Sul piano interno dell’E5, è stato richiamato il concetto di resilienza strategica come parte della sicurezza allargata, comprensiva di difesa cibernetica sicurezza degli approvvigionamenti e capacità di risposta alle emergenze. I leader hanno fatto confluire le rispettive priorità nazionali nella piattaforma comune, che ora sarà portata al tavolo del summit della NATO ad Ankara il 7 e l’ 8 luglio per decisioni condivise su finanziamenti, posture di deterrenza e cooperazione industriale, con un focus immediato su Ucraina e sicurezza marittima.

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