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Londra, nuovo sfregio alla statua di Churchill: la scritta “sionista” sul monumento

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Londra, statua di Churchill imbrattata: accuse di “sionista” e graffiti pro-Palestina nella notte a Parliament Square, fermato un uomo.

La vicenda della statua di Churchill imbrattata riaccende il dibattito sul valore dei monumenti pubblici e sul loro significato nella società contemporanea. L’accusa di “sionista”, apparsa tra le scritte vandaliche, ha trasformato il gesto in un caso politico, collegando la figura dello storico leader britannico alle tensioni internazionali e alimentando nuove polemiche nel Regno Unito.

Un monumento simbolo al centro delle polemiche

Non è la prima volta che la scultura realizzata da Ivor Roberts-Jones diventa bersaglio di proteste. Nel giugno 2020, durante le mobilitazioni del movimento Black Lives Matter, era stata deturpata con accuse di razzismo; pochi mesi più tardi, un attivista di Extinction Rebellion era stato condannato a risarcire i danni per un’azione analoga. La figura di Churchill, soprannominato “The British Bulldog” per la determinazione con cui guidò il Paese alla vittoria contro il nazismo nella Seconda guerra mondiale, continua dunque a dividere l’opinione pubblica.

Proprio per tutelare monumenti di tale rilievo, il governo guidato da Keir Starmer ha introdotto lo scorso anno una norma che rende reato salire sulla statua dell’ex premier. La stretta riguarda anche altri luoghi simbolici della memoria nazionale, come il Cenotafio di Whitehall e il Royal Artillery Memorial. In un contesto segnato da forte polarizzazione, l’ennesimo sfregio al monumento conferma quanto la memoria storica e le questioni internazionali possano intrecciarsi nel dibattito pubblico britannico.

Londra, la statua di Churchill imbrattata: ‘criminale sionista’

Nel cuore di Londra, a Parliament Square, la statua dedicata a Winston Churchill è stata nuovamente presa di mira. Durante la notte, ignoti hanno cosparso di vernice rossa il monumento in bronzo, lasciando frasi come “Free Palestine”, “Stop al genocidio” e l’accusa di “criminale di guerra sionista”. L’opera, alta quasi quattro metri e collocata nella piazza dal 1973, è stata immediatamente delimitata con transenne per consentire gli interventi di ripristino.

Le forze dell’ordine sono intervenute intorno alle quattro del mattino, bloccando un uomo di 38 anni, poi arrestato con l’accusa di danneggiamento aggravato da motivazioni di odio razziale. Gli agenti, giunti sul posto in pochi minuti, hanno constatato l’entità delle scritte, tutte riconducibili a slogan filo-palestinesi. L’episodio riaccende l’attenzione sul clima di tensione che attraversa anche il Regno Unito, dove il confronto politico appare sempre più acceso.