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L'OSCE torna a Mosca: primo incontro dall'inizio della guerra in Ucraina

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Un incontro cruciale tra l'OSCE e la Russia per rilanciare il dialogo sul conflitto ucraino.

Due alti funzionari dell’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, hanno compiuto una visita a Mosca, segnando il primo incontro ufficiale dal e dall’inizio della guerra in Ucraina. Ignazio Cassis, il ministro degli Esteri svizzero e attuale presidente dell’OSCE, insieme al segretario generale Feridun Hadi Sinirlioglu, ha avuto colloqui con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per cercare di ripristinare un dialogo costruttivo.

Durante una conferenza stampa a Vienna, Cassis ha sottolineato l’importanza della comunicazione, affermando: “Senza dialogo, non esiste fiducia”. Questo concetto diventa cruciale in un momento in cui le tensioni tra Russia e Occidente sono elevate. L’incontro, durato circa quattro ore, ha avuto come obiettivo principale quello di dimostrare una volontà di ascolto e di apertura al dialogo.

Il messaggio dell’OSCE

Il presidente dell’OSCE ha affermato che il loro intento è stato quello di far sapere a Mosca che l’organizzazione è pronta a discutere e ad ascoltare. “La volontà di confrontarsi e di ascoltarci è stata presente”, ha sostenuto Cassis, vedendo in questo incontro un possibile punto di partenza per future interazioni.

Incontri diplomatici in corso

Il dialogo non si è limitato a Mosca. Prima della visita, Cassis e Sinirlioglu si erano recati a Kyiv, dove hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Questo scambio di informazioni e opinioni tra le due nazioni è parte di un tentativo più ampio di mediazione. Infatti, gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina hanno partecipato a colloqui trilaterali ad Abu Dhabi, con l’obiettivo di discutere possibili soluzioni per il conflitto.

Prospettive di pace

Cassis ha suggerito che l’OSCE potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella verifica di un eventuale cessate il fuoco, qualora venga raggiunto un accordo. L’OSCE ha ribadito la necessità di porre fine alle ostilità, sottolineando il grave tributo umano che la guerra sta infliggendo alle popolazioni.

Le sfide passate dell’OSCE

Fondata durante la Guerra Fredda, l’OSCE ha visto la sua influenza ridursi dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio. Un precedente missione di monitoraggio nell’est dell’Ucraina era stata costretta a lasciare il paese a seguito di eventi bellici. Inoltre, tre cittadini ucraini che operavano sotto mandato ufficiale dell’OSCE sono stati arrestati e condannati per spionaggio. La loro detenzione, definita “arbitraria” dall’OSCE, continua a essere un tema caldo di discussione, con tentativi in corso per negoziare il loro rilascio.

Sinirlioglu ha espresso ottimismo riguardo ai progressi nella situazione dei tre cittadini ucraini, affermando: “Ci sono segnali di progresso e spero che nei prossimi giorni ci siano risultati tangibili”. Questo rappresenta un passo significativo in un contesto diplomatico complesso e delicato.