Claudio Lamponi, 46 anni, è un detenuto che da sedici anni sconta la pena dell’ergastolo nel carcere di Opera, a Milano. Nonostante la reclusione, ha intrapreso un percorso di riscrittura personale, diventando giornalista interno per il periodico Mabul, la voce dell’interno carcerario. Con il tesserino da cronista, Lamponi ha iniziato a raccontare la vita quotidiana tra le mura, ma anche a osservare da vicino le difficoltà delle famiglie che, almeno una volta a settimana, attraversano la città per visitare i propri cari.
L’incontro alla fermata che ha acceso l’idea
Una mattina, uscendo dal carcere per recarsi al lavoro, ha incrociato alla fermata dell’autobus una donna di circa sessant’anni, madre di una detenuta. “Aveva quel volto che porta in evidenza il peso di un figlio in cella”, ricorda Lamponi.
La donna, timorosa, gli ha chiesto indicazioni su come arrivare a Como, dove viveva. Lamponi, impegnato nei tempi stretti del suo turno, non ha potuto aprire Google Maps e ha risposto con un semplice “Mi dispiace, non lo so”.
Riflettere sul sacrificio delle famiglie
Quell’interazione lo ha tormentato per l’intera giornata. Ha realizzato che le famiglie, percorrendo lunghi e costosi viaggi, affrontano un sacrificio enorme per una visita di un’ora.
L’idea di alleviare quel carico è nata come un lampo, spinta dal desiderio di trasformare un momento di impotenza in una risposta concreta.
Mabul Accoglie: la piattaforma solidale
Riferendosi alla redazione de Mabul, Lamponi ha condiviso la sua riflessione. Enzo, un veterano della redazione, ha proposto di realizzarla sotto forma di “App”. Nel frattempo è stato lanciato Mabul Accoglie, un servizio accessibile dal sito del periodico in attesa della versione mobile. La piattaforma offre supporto concreto ed empatia alle famiglie in visita, grazie a una rete di volontari automobilisti che garantiscono un trasporto sicuro, gratuito e cordiale verso le carceri di Opera, San Vittore e Bollate.
Volontari automobilisti
Chi desidera contribuire può registrarsi nella sezione “Vuoi dare una mano?” del sito, inserendo i propri dati e la disponibilità. Le famiglie, invece, compilano il modulo “Serve un passaggio?”, specificando data, orario e punto di partenza. Il sistema incrocia le richieste, creando un abbinamento rapido e gratuito, riducendo i costi di trasporto per le famiglie dei detenuti.
Sistemazioni alberghiere
Parallelamente, è stata creata una pagina dedicata agli alberghi situati nelle vicinanze di Opera. Lamponi sta negoziando con le strutture per garantire tariffe scontate e posti sicuri, così che i parenti possano soggiornare senza gravare eccessivamente sul bilancio familiare. L’obiettivo è offrire un pacchetto completo di accoglienza, dalla partenza al ritorno.
Il progetto ha già suscitato l’interesse di numerosi volontari della zona di Como e di Milano, che hanno iniziato a rispondere alle richieste di passaggio. Le testimonianze riferiscono che, grazie a Mabul Accoglie, le famiglie riescono a risparmiare tempo e denaro, trasformando un viaggio stressante in un momento di condivisione più sereno. Lamponi, che continua a scontare la pena, vede in questa iniziativa “un modo per riscattare parte del proprio passato, offrendo un sostegno reale a chi convive con la sua condizione”.
