Il caso della morte di madre e figlia in provincia di Campobasso pochi giorni prima di Natale dello scorso anno si sta arrichendo di elementi che potrebbero presto portare alla scoperta dell’assassino dato che il cerchio dei sospettati si è ristretto alla cerchia familiare. Una delle ultime voci ascoltate è quella relativa al parroco che potrebbe avere elementi utili all’indagine.
La confessione di Antonella al parroco
Antonella De Vita si sarebbe confidata con il sacerdote il 25 dicembre, poco prima di avvertire quei dolori lancinanti che hanno poi spinto il marito Gianni a portare lei e la figlia Sara al pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso.
In quella confessione avrebbe avvertito il prete della situazione che stava vivendo e delle condizioni negative della figlia, un tentativo di usare la fede per provare ad uscire da quella condizione complicata.
Nel frattempo stando alle indagini degli inquirenti potrebbero essere nuovamente sentiti il marito e padre, Gianni Di Vita e la cugina dell’uomo, Laura, che ha ospitato a casa sua Gianni e Antonella per 4 mesi.
Il prete ascoltato dalla Procura
Il parroco di Pietracatella, Don Stefano Fracassi, è stato ascoltato per diverse ore in Questura per tentare di ricostruire le ultime ore di vita di Antonella e Sara.
Questo perché avendo celebrato i funerali delle due vittime dell’avvelenamento da ricina può essere una persona informata sui fatti, in particolare sulle ultime ore, come anticipato nel precedente paragrafo, la confessione di Antonella potrebbe fornire elementi utili agli investigatori.
Come riporta The Social Post si attendono gli accertamenti per confermare l’ipotesi di duplice omicidio, mancherebbe infatti solo la relazione finale per poi iscrivere i nomi dei sospettati nel registro degli indagati.
Inizialmente il caso infatti era stato aperto per duplice omicidio colposo, la successiva scoperta dell’avvelenamento da ricina ha cambiato l’accusa in duplice omicidio premeditato.