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Mamma e figlia avvelenate con la ricina: chi sono i due testimoni chiave interrogati

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Mamma e figlia avvelenate dalla ricina: ascoltati due testimoni chiave, tra cui una vicina di casa e una figura utile per l’inchiesta.

Le indagini sul duplice decesso di mamma e figlia avvenuto a Pietracatella, in Molise, continuano a concentrarsi sull’ipotesi di un possibile avvelenamento da ricina. Gli inquirenti stanno ricostruendo le relazioni personali e familiari delle vittime attraverso nuovi interrogatori e accertamenti, nel tentativo di chiarire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina: pista familiare e sviluppi dell’inchiesta

L’indagine

continua a seguire principalmente la pista interna alla famiglia, considerata al momento la più significativa. Gli investigatori stanno infatti incrociando le dichiarazioni raccolte, dalle quali sarebbero già emerse alcune incongruenze. Negli ultimi giorni gli interrogatori si sarebbero focalizzati sui parenti delle famiglie Di Vita e Di Ielsi, con una rosa di quattro o cinque persone sotto osservazione, tra cui due ritenute particolarmente rilevanti per lo sviluppo del caso.

Come riportato da Leggo, sarebbe attesa nei prossimi giorni una nuova audizione di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, che verrà ascoltata per la quarta volta dagli inquirenti. La donna, nei mesi precedenti, avrebbe ospitato in casa Gianni Di Vita e la figlia Alice, poi trasferitisi a Campobasso. In merito al contesto della tragedia, resta centrale l’ipotesi investigativa ancora in fase di approfondimento, mentre si attendono ulteriori riscontri tecnici.

Gli investigatori ritengono che serviranno ancora settimane prima di arrivare a conclusioni più definite e, nel frattempo, proseguiranno sia gli interrogatori sia i sopralluoghi nell’abitazione di Pietracatella, alla ricerca di eventuali tracce della sostanza sospettata.

Mamma e figlia avvelenate con la ricina: due nuovi testimoni chiave ascoltati dagli inquirenti

Proseguono senza interruzioni le attività investigative sul caso di Pietracatella, piccolo centro del Molise, dove lo scorso Natale hanno perso la vita Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, in un episodio su cui si ipotizza un avvelenamento da ricina. Come riportato da Leggo, le verifiche della Squadra Mobile continuano a ritmo serrato e, nelle ultime ore, negli uffici della Questura di Campobasso, sarebbe stata convocata una vicina di casa della famiglia, ex medico e figura ritenuta rilevante per chiarire rapporti e dinamiche interne. Parallelamente, sarebbe stato sentito anche un secondo testimone, esterno al contesto familiare ma considerato utile ai fini dell’inchiesta.

Al momento, dagli ambienti investigativi trapela che non risultano iscrizioni nel registro degli indagati. Le attenzioni degli inquirenti restano concentrate soprattutto sulle relazioni più strette e sul contesto domestico.