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Ipotesi avvelenamento per la morte di mamma e figlia a Pietracatella: la verità dagli esami tossicologici

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Sospetto avvelenamento per la morte di mamma e figlia: le ultime novità dalle analisi tossicologiche e interrogatori dei carabinieri.

Il caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, resta al centro dell’attenzione investigativa dopo la morte di due donne, mamma e figlia, avvenuta nei giorni successivi al Natale. Quella che inizialmente sembrava una sospetta intossicazione alimentare si è trasformata in un’indagine più complessa, con l’ipotesi di un possibile avvelenamento ancora tutta da confermare attraverso gli esami tossicologici e gli accertamenti in corso.

Mamme e figlia morte a Pietracatella: indagini in corso e sviluppi dell’inchiesta

Parallelamente agli accertamenti tossicologici, proseguono le attività investigative della Questura di Campobasso. Sono stati ascoltati diversi soggetti informati sui fatti: almeno cinque nuove persone sono state convocate, che si aggiungono alle circa trenta già interrogate nei giorni precedenti.

La Squadra Mobile sta valutando più piste e non esclude la presenza di individui su cui si concentrano ulteriori approfondimenti. Anche Gianni Di Vita sarà nuovamente sentito dagli inquirenti in qualità di testimone.

Sul fronte legale, il nuovo avvocato dell’uomo, Vittorino Facciolla, ha annunciato l’intenzione di affiancare un consulente tossicologo di fiducia al medico legale già nominato in precedenza. In una dichiarazione riportata dall’AdnKronos ha sottolineato: “Il mio cliente ha tutto l’interesse a far venire fuori ogni dettaglio”. Il legale ha inoltre evidenziato la necessità di verifiche scientifiche indipendenti per accertare la reale natura della sostanza rilevata, chiarendo che, al momento, si tratta ancora di indiscrezioni e non di certezze consolidate. L’incontro con il consulente è previsto a Roma nei prossimi giorni, con l’obiettivo di riesaminare in modo tecnico i risultati delle analisi e delle autopsie.

Mamme e figlia morte, novità dalle indagini: cosa è stato scoperto nel sangue di Gianni Di Vita

Le ultime informazioni riportate dall’Ansa, provenienti da ambienti investigativi qualificati, confermerebbero la positività alla ricina per la quindicenne Sara Di Vita e per la madre Antonella Di Ielsi. Per entrambe, quindi, si rafforzerebbe l’ipotesi di un avvelenamento alla base del decesso, avvenuto nei giorni successivi al Natale a Pietracatella, in Molise, inizialmente attribuito a una sospetta intossicazione alimentare. Diversamente, le analisi avrebbero escluso la presenza della stessa sostanza tossica nel caso di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.

Un quadro definitivo, però, non è ancora stato ufficializzato: nei prossimi giorni il Centro Antiveleni di Pavia renderà nota la relazione conclusiva con tutti i dettagli clinici e i risultati completi degli esami effettuati. Questo documento sarà decisivo per chiarire la natura effettiva dell’evento e consolidare o meno l’ipotesi della ricina come causa dell’intossicazione.