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Le Iene, Mario Adinolfi afferra per i capelli l'inviato. Lo sfogo sui social: "Ho fatto giustizia a un oltraggio"

Mario Adinolfi Le Iene

Momenti di tensione a Prato durante la presentazione del programma elettorale di Adinolfi.

Mario Adinolfi, durante la presentazione della sua campagna elettorale a Prato, ha aggredito Filippo Roma, inviato de “Le Iene”. Ecco cosa è successo.

Mario Adinolfi, aggressione contro l’inviato de Le Iene: lo ha preso per i capelli

Momenti di tensione a Prato, dove Mario Adinolfi ha presentato la sua campagna elettorale come candidato sindaco per il Popolo della Famiglia.

A conclusione dell’evento, infatti, il politico è stato avvicinato dall’inviato deLe Iene“, Filippo Roma, che era lì per tornare sull’indagine che da mesi il programma di Italia 1 sta portando avanti, indagine legata a una presunta truffa di Adinolfi ai danni di diversi investitori. Il politico però, quando ha visto Filippo Roma avvicinarsi, ha reagito in malo modo, afferrando l’inviato per i capelli.

Scena ripresa da telecamere e telefonini. Sui social poi Roma ha detto: “l’ho incontrato per cercare di capire come sia possibile amministrare una città quando decine di persone aspettano la restituzione di migliaia di euro che gli avrebbero bonificato. Lui ha risposto aggredendoci e continuano a inventare balle sul nostro programma.”

Le Iene, Mario Adinolfi afferra per i capelli l’inviato: “Ho fatto giustizia a un oltraggio”

Mario Adinolfi si è poi sfogato sui social con un lungo post, ecco un estratto: “Oggi ho fatto giustizia di un oltraggio che ha fatto soffrire orribilmente mia moglie e le mie figlie, e i miei tanti vero amici che non mi hanno mai abbandonato quando Le Iene oscene hanno messo la me*** nel ventilatore. Quello che ho fatto a Filippo Roma è niente rispetto a quello sempre contro chi attenta alla mia onorabilità specchiata. Quando finisci in mezzo a tritacarne così capisci di cosa certi poteri possano essere capaci, se non lo vivi non lo puoi capire. Non potrò continuare a querelare chiunque osi mettere in dubbio la mia profonda onestà.”