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Mario Sironi, una retrospettiva attraverso il Novecento

Milano, 23 lug. (askanews) – Una retrospettiva su Mario Sironi a sessant’anni dalla morte. E’ il progetto espositivo che il Museo del Novecento di Milano ha presentato, con l’intento di raccontare la “Sintesi e grandiosità”, questo il titolo della mostra, del pittore nato a Sassari. Senza dimenticare, come ha ricordato la direttrice del museo e co-curatrice della mostra, Anna Maria Montaldo, la biografia dell’artista. “In questa mostra – ha detto – si ripercorrere completamente il suo percorso artistico punteggiato anche dalla sua vicenda umana”.

Il racconto si muove tra la fine degli anni Dieci del Novecento e arriva fino ai dipinti più tardi, nei quali in qualche modo il percorso creativo di Sironi sembra giungere a una sua consapevolezza ricca e sfaccettata, capace di assorbire sia gli studi sui volumi, forse la sua caratteristica più distintiva, sia quelli sulla figura umana, ossia i due temi che attraversano tutta l’esposizione. Che è stata introdotta anche dall’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno.

“Credo che questa mostra – ha spiegato – sia molto preziosa, perché ha una profonda coerenza con la missione del museo, soprattutto per il modo in cui questa missione è stata interpretata in questi anni, ossia come un centro di ricerca che parte dalla valorizzazione e della propria collezione per promuovere iniziative di grande valore scientifico come questa mostra grazie alla curatela di Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo”.

Il paesaggio urbano è un altro di quei soggetti nei quali Sironi ha raggiunto i risultati migliori, ma l’esposizione documenta anche la dimensione politica negli anni del fascismo e, nella “manica lunga” del museo, dà spazio alla monumentalità dei dipinti più grandi. Ma a venire ricostruito è tutto il percorso che ha visto il pittore muoversi tra la metafisica e il Futurismo, l’ordine e il simbolismo. E tra le opere esposte anche la “Pandora”, su cui si è soffermata l’altra curatrice, Elena Pontiggia. “E’ uno splendido nudo di donna – ha detto ai giornalisti – che si ispira come spesso le opere di Sironi alla statuaria classica e che ha in sé una nobiltà”.

Interessante poi anche il fatto che la mostra, prevista fino a fine marzo 2022, si espande fino alle sale sironiane dello stesso Museo del Novecento e alla Casa Museo

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