Nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028, tutti i 39 contratti per la fornitura di pasti alle scuole di Mosca sono stati assegnati a quattro società con stretti rapporti familiari con Ilgam Ragimov compagno di corso di legge di Vladimir Putin. L’ammontare complessivo degli appalti supera i 126,7 miliardi di rubli equivalenti a circa 1,5 miliardi di dollari.
Il mercato della ristorazione scolastica, un tempo dominato da aziende legate al defunto fondatore del gruppo mercenario Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha subito una profonda ristrutturazione dopo la sua sparatoria e la tragica morte nel 2024. La nuova ondata di vincitori è emersa meno di un anno dopo la fine della rivolta di Prigozhin, segnando un netto spostamento di potere economico verso gruppi più vicini all’ex presidente.
Valore totale degli appalti e distribuzione tra le imprese
Le quattro società vincitrici hanno consolidato la totalità dei contratti di catering per le scuole della capitale, ripartendo i fondi in modo significativo. Verona Kapital ha aggiudicato 12 accordi per un valore di 38,2 miliardi di rubli (circa 450,8 milioni di dollari).
KDP ha ricevuto sette contratti, corrispondenti a 29,1 miliardi di rubli (343,4 milioni di dollari). RSK ne ha vinti nove per 34,8 miliardi di rubli (410,6 milioni di dollari), mentre ShYuZ ha ottenuto undici contratti per un totale di 24,6 miliardi di rubli (290,3 milioni di dollari).
Chi sono le società e i loro legami con Ragimov
Le imprese hanno tutte registrato la loro costituzione nel data poco distante dalla fine della ribellione di Prigozhin. I proprietari – Sergei YefimchukNikolai KuznetsovDmitry Aliyev e Olga Rusishvili – avevano precedentemente ricoperto ruoli chiave nella società Grandtitul dove Ragimov è l’azionista di maggioranza. Tale connessione evidenzia la continuità di una rete di influenza economica che si è riconfigurata attorno a nuovi volti, ma che rimane ancorata a personaggi con stretti rapporti personali con il presidente.
Dettagli su Verona Kapital
Verona Kapital, guidata da Sergei Yefimchuk, ha ottenuto il maggior numero di contratti per valore totale di 38,2 miliardi di rubli. La società ha sostituito la precedente fornitrice Verona anch’essa parte del patrimonio di Prigozhin, dimostrando una netta continuità operativa ma con una nuova proprietà.
KDP e la sua quota di mercato
KDP, sotto la direzione di Nikolai Kuznetsov, ha vinto sette appalti per un complessivo di 29,1 miliardi di rubli. Prima dell’assegnazione, il ruolo di KDP era svolto da Kombinat Doshkolnogo Pitaniya anch’essa riconducibile al gruppo di Prigozhin.
RSK e ShYuZ: le ultime aggiunte
Dmitry Aliyev e Olga Rusishvili hanno rispettivamente gestito RSK e ShYuZ, accumulando contratti per 34,8 e 24,6 miliardi di rubli. Queste due realtà hanno preso il posto di Russotskapital e Shkolnik-Yuz precedenti imprese di Prigozhin.
Il passato di Ragimov e le ipotesi di corruzione
Ilgam Ragimov ha studiato diritto insieme a Putin presso la Leningrad State University, oggi nota come St. Petersburg State University. Nel 2014, Forbes ha stimato il suo patrimonio a circa 500 milioni di dollari, includendo interessi nel mercato di Sadovod, nell’hotel Ukraina e nei centri commerciali Evropeisky e Panorama. L’Anti-Corruption Foundation di Alexei Navalny ha accusato Ragimov e altri due compagni di classe di Putin di aver co-finanziato un lussuoso complesso residenziale vicino a Gelendzhik, costando 7 miliardi di rubli attraverso la società Investment Solutions.
Queste indagini suggeriscono che le nuove assegnazioni di appalti pubblici siano parte di un più ampio schema di usufrutto di risorse statali da parte di un ristretto gruppo di imprenditori legati al potere. Il trasferimento delle concessioni dal network di Prigozhin a imprese controllate da soci di Ragimov evidenzia come la rete di influenza si sia riorganizzata, mantenendo però le stesse linee di vantaggio economico.
Nel complesso, la vicenda mette in luce la difficile separazione tra interessi politici e commerciali in Russia, con il mercato della ristorazione scolastica che si trasforma in un indicatore di potere oligarchico. La concentrazione di contratti per un valore pari a 126,7 miliardi di rubli tra poche mani solleva interrogativi sulla trasparenza delle gare d’appalto e sulla reale concorrenza nel settore.
