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Visita di Stato di Xi a Washington: protocollo militare e tensioni

Visita di Stato di Xi a Washington: protocollo militare e tensioni

Trump ha salutato Xi Jinping a Andrews con un protocollo mai visto da un presidente americano da Kennedy, suscitando lodi e critiche.

Il 23 settembre 2026 il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, ha deciso di attendere l’arrivo di Xi Jinping alla Joint Base Andrews a poche miglia da Washington DC. In una mossa rara nella storia recente, lo ha salutato appena l’aereo ha toccato terra, eliminando la tradizionale accoglienza sul prato sud della Casa Bianca.

Questo gesto, unico dal tempo di John F. Kennedy, ha dato il via a una visita di Stato di tre giorni, attentamente orchestrata per evidenziare il valore attribuito da Washington al rapporto con Pechino.

Cerimoniale da record: guardia d’onore, fuochi e volo militare

La scenografia è stata quella delle grandi occasioni diplomatiche: una guardia d’onore dei Marines, il suono di 21 colpi di cannone e una parata aerea che ha visto protagonisti il bombardiere stealth B-2 Spirit e quattro caccia F-22 Raptor.

Sul prato sud della Casa Bianca sono intervenuti 479 militari rappresentanti tutte le branche delle forze armate statunitensi. Una tale pompa cerimoniale supera di gran lunga quella riservata a Trump durante la sua visita a Pechino lo scorso maggio.

Presenze internazionali e precedenti di accoglienza

Accogliere un capo di Stato direttamente sulla pista è una pratica riservata a pochi leader.

Tra coloro che hanno avuto lo stesso privilegio negli ultimi anni troviamo l’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán, il re norvegese Norodom Sihamoni, il presidente serbo Aleksandar Vučić e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Normalmente, il protocollo cinese prevede l’accoglienza di ministri o alti funzionari, non di un presidente, rendendo l’evento ancora più significativo per Pechino.

Le tensioni a Washington: critiche e dichiarazioni

Il trattamento riservato a Xi ha scatenato una forte reazione nella componente repubblicana del Senato. Roger Wicker, presidente della Commissione Forze armate, ha definito il leader cinese “brutale, oppressivo e non eletto”, accusandolo di voler rafforzare il peso militare della Cina contro gli interessi americani. Trump, al contrario, ha ribadito la sua preferenza per una diplomazia personale, puntando a una cooperazione più stretta con Pechino.

Le quattro linee rosse di Pechino

L’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, aveva già tracciato i confini del dialogo in un editoriale sul Quotidiano del Popolo. Le quattro “linee rosse” includono Taiwan, democrazia e diritti umani, modello politico ed economico cinese, e il diritto allo sviluppo. Il suo avvertimento recita: “La sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina non possono essere violati”. Queste premesse hanno fissato il perimetro delle discussioni previste al Bilaterale di Casa Bianca.

Agenda della visita: commercio, tecnologia e sicurezza

Il vertice tra Trump e Xi affronterà i dossier più delicati del rapporto sino-americano: commercio, terre rare microchip, intelligenza artificiale la questione iraniana e, naturalmente, la questione di Taiwan. La discussione si inserisce nel più ampio contesto di una tregua commerciale in fase di consolidamento, a seguito dei dazi imposti dagli USA e della risposta cinese con il rafforzamento del dominio nelle terre rare.

Prospettive future: APEC a Shenzhen e G20 a Miami

La visita di Stato è concepita come trampolino per due importanti incontri dell’ultimo trimestre dell’anno: il vertice APEC a Shenzhen previsto per novembre e il G20 a Miami di dicembre. Entrambi gli eventi mirano a preservare una “stabilità strategica costruttiva” tra le due potenze, tenendo conto delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti a novembre e del congresso del Partito Comunista Cinese nell’autunno.

Un ritorno alle radici: la prima visita dal 2015

Per Xi Jinping, questa è la prima visita di Stato negli Stati Uniti dal 2015, nonché il ritorno dopo il vertice APEC di San Francisco nel 2023. L’incontro, inoltre, consolida l’intesa avviata a Busan nell’ e proseguita a Pechino nel maggio successivo, testimonianza dell’evoluzione del dialogo su intelligenza artificiale, commercio e sicurezza.

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