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Ddl nucleare, il Senato dà il via libera definitivo. Meloni: "Scelta di buon senso"

Ddl nucleare, il Senato dà il via libera definitivo. Meloni: "Scelta di buon senso"

Via libera al ddl nucleare: il Governo dovrà ora stabilire le norme per i futuri impianti e il rapporto con i territori.

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl nucleare con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, aprendo la strada alla definizione delle regole per i futuri impianti, con particolare attenzione ai reattori modulari di piccola e media taglia. Ora il Governo avrà un anno per adottare i decreti attuativi su sicurezza, autorizzazioni, gestione delle scorie e rapporto con i territori.

Ddl sul nucleare approvato: via libera definitivo in Senato

Nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, già passato alla Camera lo scorso giugno. Il provvedimento ha ottenuto 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, chiudendo così l’iter parlamentare e restituendo all’Italia, a quasi quarant’anni dal referendum del 1987, una cornice normativa per il ritorno alla produzione di energia nucleare civile.

Il testo affida ora al Governo il compito di predisporre, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi dedicati alla produzione e all’utilizzo dell’energia nucleare, alla sicurezza, alla gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, alla dismissione degli impianti e alla ricerca sulla fusione. Il perimetro riguarda in particolare i Small Modular Reactor (Smr) e gli Advanced Modular Reactor (Amr), mentre vengono esclusi i progetti basati sulle grandi centrali tradizionali.

La delega comprende anche la possibilità di utilizzare i piccoli reattori in ambito navale e marittimo e prevede interventi sulla produzione di idrogeno attraverso l’energia nucleare.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che aveva presentato il provvedimento, ha definito l’approvazione una «giornata storica per l’Italia» e ha indicato il 2033-2035 come possibile periodo per l’entrata in funzione dei primi impianti, sulla base delle valutazioni disponibili.

Meloni: “Un impegno preso con gli italiani”. Ora la fase attuativa

Dopo il voto di Palazzo Madama, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione sui social, definendo il provvedimento «una scelta coraggiosa e di buon senso». «Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare», ha scritto Meloni, sottolineando che il Paese oggi importa anche elettricità generata da centrali nucleari situate oltreconfine. «Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori», ha aggiunto, ricordando che si tratta di un impegno assunto dall’esecutivo.

La legge, tuttavia, non finanzia direttamente la costruzione delle centrali: prevede le risorse iniziali per l’avvio del programma e per la riorganizzazione dell’autorità di sicurezza, mentre per la realizzazione degli impianti si guarda anche a forme di partenariato pubblico-privato. Tra gli aspetti ancora da definire ci sono inoltre la scelta delle aree destinate ai futuri reattori e la realizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico per i rifiuti radioattivi a bassa e media attività, oltre allo stoccaggio temporaneo dei materiali ad alta attività. Il nuovo quadro dovrà inoltre essere attuato nel rispetto degli obblighi europei e sottoposto, per gli aspetti previsti dalla normativa Ue, alle relative verifiche di Bruxelles.

Sul territorio è previsto un meccanismo di candidatura volontaria: Comuni e consorzi potranno proporsi per ospitare gli impianti o le infrastrutture di gestione dei rifiuti, beneficiando di compensazioni economiche e ristori energetici. Parallelamente, la normativa punta a tutelare la filiera industriale italiana ed europea e individua nell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) un elemento centrale del sistema autorizzativo. La vera fase operativa, dunque, inizierà con i decreti attuativi, chiamati a definire anche le procedure per le autorizzazioni, il riconoscimento delle certificazioni tecniche estere e gli strumenti finanziari necessari a rendere concretamente realizzabili i futuri progetti.

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