Le autorità di Ceuta hanno confermato nuove vittime dopo i tentativi di attraversamento a nuoto dello stretto, avvenuti nei giorni recenti sulla costa dell’enclave spagnola in Marocco. Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026.
La notizia interessa direttamente la gestione umanitaria e la sicurezza delle frontiere europee e mette in evidenza le difficoltà operative per il recupero dei corpi e l’identificazione delle vittime.
Bilancio delle vittime e numeri aggiornati
Le autorità locali hanno indicato nei primi rilievi che 77 migranti sono stati confermati morti durante le traversate più recenti verso Ceuta, con recuperi effettuati in mare dalle squadre di soccorso. In precedenza erano circolati altri conteggi che portavano a 67 vittime in un episodio distinto e a un totale di 97 decessi registrati nei sette mesi precedenti per tentativi di ingresso a nuoto.
I dati restano tuttavia discordanti: oltre alle cifre ufficiali, associazioni e autorità del vicino territorio marocchino hanno fornito stime diverse, con alcune valutazioni che arrivano fino a circa 130 vittime. Le autorità hanno avviato procedure di identificazione e autopsia per i corpi recuperati.
Operazioni di recupero e indagini in corso
Le operazioni di soccorso hanno visto impegnate la Guardia Civil le squadre di sub e il servizio di salvataggio marittimo spagnolo, che hanno lavorato al recupero dei corpi e all’assistenza ai sopravvissuti.
Sono state eseguite autopsie e raccolti campioni biologici per consentire le identificazioni attraverso impronte digitali e analisi di laboratorio.
Le autorità hanno segnalato che le condizioni del mare e la distanza da percorrere hanno aumentato il rischio di annegamento, rendendo complesse le operazioni di soccorso e recupero.
Reazioni istituzionali e situazione a Ceuta
Il presidente del governo regionale di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha definito la situazione critica e ha dichiarato: “Siamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale”. La richiesta di supporto straordinario ha portato alla mobilitazione di risorse nazionali e al coinvolgimento di forze dell’ordine e militari per la gestione dell’ordine pubblico e dell’assistenza.
Migliaia di persone hanno cercato di entrare nell’enclave negli ultimi giorni, con ingressi diretti che hanno sovraccaricato i centri di accoglienza e generato tensioni sul territorio. Le autorità stanno cercando di rafforzare la cooperazione con le controparti marocchine e di migliorare i controlli, mentre le indagini proseguono per chiarire modalità e responsabilità degli eventi.
