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Milano, evacuato il palazzo di giustizia: scatta l'allarme bomba per il tribunale di Milano

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Evacuazione al palazzo di giustizia dopo la segnalazione che ha fatto scattare il tribunale Milano allarme bomba: udienze sospese e controlli delle forze dell’ordine.

Succede tutto nelle prime ore della mattina di venerdì 6 marzo, nel cuore della città. Nel grande edificio del Tribunale di Milano l’attività era iniziata come sempre: avvocati che entrano di fretta, fascicoli sotto il braccio, cancellieri alle scrivanie, imputati e testimoni in attesa nei corridoi, normale prassi…

Mattina di tensione: al Tribunale di Milano scatta l’allarme bomba

Poi qualcosa cambia. Una telefonata, per un allarme bomba al Tribunale di Milano. Secondo quanto riferito dagli uffici della Questura di Milano, una chiamata arrivata nelle prime ore della mattinata avrebbe segnalato la presenza di un ordigno all’interno del palazzo di giustizia. La voce, stando alle prime informazioni raccolte dagli investigatori, sarebbe stata quella di una persona con accento straniero. Poche parole, ma sufficienti per far scattare il protocollo di emergenza.

E da lì tutto accelera, i vertici degli uffici giudiziari vengono avvisati quasi subito. Nel giro di pochi minuti si decide per l’evacuazione… Una scelta prudenziale, certo, ma inevitabile in casi come questi. Dentro l’edificio, in quel momento, ci sono centinaia di persone. Magistrati, personale amministrativo, avvocati, cittadini convocati per le udienze.

Le attività si fermano e come si può ben immaginare udienze sospese. Corridoi che si svuotano lentamente.

Chi esce racconta di una scena ordinata ma chiaramente tesa…

L’evacuazione e verifiche dopo l’allarme bomba al Tribunale di Milano

All’esterno del palazzo, intanto, arrivano i primi mezzi di emergenza. Alcune strade attorno al tribunale vengono chiuse con i nastri di sicurezza. Le persone presenti nella zona vengono invitate ad allontanarsi. Nulla di caotico, ma la tensione si sente. Eccome.

Davanti all’ingresso principale si formano piccoli gruppi, avvocati con la toga piegata sul braccio, impiegati usciti in fretta dagli uffici. C’è chi prova a capire cosa stia succedendo davvero….

Nel frattempo l’evacuazione continua, non tutto il palazzo viene svuotato nello stesso momento: alcune aree vengono liberate progressivamente mentre le forze dell’ordine organizzano le ovvie verifiche interne.

Secondo quanto appreso ancora dalla Questura, gli accertamenti sono in corso proprio in queste ore… Gli operatori stanno controllando gli ambienti dell’edificio per escludere la presnza di dispositivi esplosivi. Un lavoro lungo, fatto stanza per stanza. Senza fretta.

La priorità al momento è ovviamente una sola: la sicurezza, del palazzo, del personale, di tutti…

Intanto tutte le attività del tribunale restano, almeno per il momento sospese. Le udienze previste per la mattinata sono state interrotte e rinviate in attesa che le verifiche possano concludersi. Una situazione che, per ora, rimane in evoluzione.

Nel piazzale davanti al palazzo di giustizia la scena resta quasi immobile. Mezzi di emergenza parcheggiati. Agenti che parlano tra loro. Curiosi tenuti a distanza.

Milano, per qualche ora, trattiene il fiato. In attesa di capire se quell’allarme bomba per il Tribunale di Milano, arrivato con una semplice telefonata, sia reale oppure no. Per ora si controlla. Si verifica. E si aspetta.