Milena Gabanelli, sul Corriere della Sera, ha parlato di evasione fiscale, smascherando il Governo Meloni e parlando dei danni che potrebbero ripercuotersi sui cittadini.
Milena Gabanelli smaschera Giorgia Meloni sull’evasione: un grave danno ai cittadini
Il tema del recupero dell’evasione fiscale torna al centro del confronto politico dopo le dichiarazioni secondo cui i 36 miliardi incassati nel 2025 sarebbero un risultato attribuibile all’attuale governo.
Una lettura critica, rilanciata da analisi giornalistiche come quella di Milena Gabanelli, sottolinea invece come una parte consistente di queste somme derivi da strumenti e riforme introdotti negli anni precedenti, che solo oggi producono effetti concreti sui conti pubblici. Secondo questa interpretazione, il recupero dell’evasione non può essere considerato il risultato esclusivo di una singola stagione politica, ovvero quella di Giorgia Meloni, ma il frutto di un processo lungo che coinvolge più governi.
Misure come la fatturazione elettronica, l’incrocio delle banche dati fiscali e i sistemi di compliance hanno infatti bisogno di anni per produrre risultati completi, poiché gli accertamenti si riferiscono spesso a periodi d’imposta precedenti.
Un altro punto centrale riguarda la composizione dei 36 miliardi. Una parte significativa deriverebbe da attività ordinarie dell’Agenzia delle Entrate, da definizioni agevolate e da accertamenti su annualità pregresse.
Questo elemento rende complesso attribuire l’intero risultato a nuove politiche fiscali, poiché il gettito effettivo dipende anche da procedure già avviate in passato e dai tempi tecnici del sistema di controllo.
Gabanelli sull’evasione fiscale: dibattito politico e comunicazione dei risultati
La questione assume rilievo anche sul piano politico, perché la lettura dei dati fiscali diventa parte della narrazione sull’efficacia dell’azione di governo. Da un lato si evidenziano i record di incasso come segnale di maggiore efficienza nella lotta all’evasione, dall’altro si invita a considerare la natura composita di questi risultati, che includono effetti differiti di riforme precedenti e misure straordinarie.
Il confronto resta quindi aperto tra interpretazioni diverse dello stesso dato. Da una parte l’idea di un sistema fiscale più efficace, dall’altra la necessità di distinguere tra risultati strutturali e componenti non direttamente attribuibili alle politiche recenti. Un equilibrio complesso che continua a alimentare il dibattito pubblico e istituzionale sulla gestione delle risorse dello Stato.
