Il summit del G7 a Évian-les-Bains, in Francia, ha riservato una sorpresa inattesa. I leader europei, inizialmente preoccupati per un possibile scontro con il presidente americano donald trump su Iran e Ucraina, hanno invece trovato un interlocutore più disponibile del previsto.
La giornata di lunedì 16 giugno 2026 si è conclusa con un clima di ottimismo tra i partecipanti, grazie alla disponibilità mostrata da Trump su due fronti cruciali: la pressione su Vladimir Putin per porre fine alla guerra in Ucraina e la necessità di collaborazione per stabilizzare un accordo di cessate il fuoco con l’Iran.
Le aperture di Trump su Ucraina e Iran
Durante il primo giorno di colloqui, Trump ha annunciato la reintroduzione delle sanzioni sul settore petrolifero russo, dichiarando che Russia ha a fare un accordo. Questa mossa ha segnato un cambiamento significativo rispetto alle preoccupazioni iniziali dei leader europei, che temevano un ritorno alle pressioni su Kiev per accettare un accordo sfavorevole.
Tuttavia, come sempre con Trump, le aperture hanno un prezzo. Il presidente americano ha chiesto il supporto dei suoi omologhi europei per il suo accordo con l’Iran, in particolare per la bonifica delle mine nello stretto di Hormuz. Dobbiamo liberare Hormuz dalle mineha sottolineato un diplomatico presente ai colloqui.
Le condizioni per un accordo
In cambio del sostegno americano all’Ucraina, Trump ha richiesto l’aiuto europeo per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il commercio energetico globale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha specificato che la presenza di navi per la bonifica delle mine dovrebbe essere richiesta sia dagli Stati Uniti che dall’Iran e da Oman.
I leader del G7 hanno risposto positivamente, ma con condizioni. La disponibilità a collaborare è stata espressa chiaramente, ma con l’attenzione a non compromettere gli interessi strategici europei.
La strategia di charme dei leader europei
Per evitare un’altra uscita anticipata di Trump, come avvenuto l’anno precedente, i leader europei hanno adottato una strategia di charme. Emmanuel Macron ha invitato Trump a cena al Palazzo di Versailles, descrivendo l’invito come Versailles è la vera cosa. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha regalato a Trump una maglia della nazionale di calcio tedesca con il numero 47.
La premier italiana Giorgia Meloni ha avuto un incontro amichevole con Trump, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha mostrato un’immagine di una cattedrale colpita da un drone russo per sensibilizzare i leader presenti.
Questi gesti hanno avuto l’obiettivo di mantenere Trump all’interno dell’alleanza occidentale in vista del prossimo vertice della NATO ad Ankara, in Turchia, previsto per il mese successivo.
L’atmosfera positiva del summit ha alleviato le tensioni e ha creato un clima di collaborazione che potrebbe avere ripercussioni significative sulle future decisioni diplomatiche.
