Oggi l’Italia dice addio a una delle figure più influenti della Chiesa cattolica: il cardinale Camillo Ruini. Nato a Sassuolo nel 1931, Ruini ha dedicato la sua vita al servizio della Chiesa e della società italiana, lasciando un’impronta indelebile nella storia del Paese.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio e omaggi da parte di personalità politiche e religiose.
La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo dolore, ricordando Ruini come un grande uomo di Chiesadalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità.
Un ponte tra Chiesa e politica
Il cardinale Ruini è stato un prezioso interlocutore della politica italiana. La sua capacità di dialogare con le istituzioni e di difendere i valori tradizionali lo ha reso una figura chiave nel panorama politico e sociale del Paese.
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha ricordato Ruini come un grande italianoringraziandolo per la sua opera cristiana.
Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, ha condiviso ricordi personali della sua amicizia con Ruini, sottolineando la sua straordinaria intelligenza e la sua capacità di unire culture diverse. Prodi ha ricordato come Ruini fosse un profondo conoscitore della teologia tedesca e molto attento alla fase post conciliare della Chiesa.
La guida della Conferenza Episcopale Italiana
Ruini ha ricoperto ruoli di grande responsabilità nella Chiesa italiana, tra cui quello di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e poi di presidente della Cei. Durante il suo mandato, ha rafforzato il ruolo della Chiesa nella vita pubblica, promuovendo la presenza dei cattolici nella società e difendendo i valori non negoziabili come la difesa della famiglia tradizionale.
La sua guida ha portato alla creazione di strumenti mediatici come il quotidiano Avvenire e la televisione Sat2000 (oggi TV2000). Questi mezzi sono diventati fondamentali per diffondere il messaggio della Chiesa e per rafforzare il suo interventismo in politica.
Il rapporto con la politica
Ruini è stato sempre percepito come vicino al centrodestra e a Silvio Berlusconi, che considerava un argine all’ascesa degli ex comunisti. I suoi rapporti con il centrosinistra, più aperto a tematiche come aborto, eutanasia e matrimoni gay, sono stati conflittuali, nonostante l’antica amicizia con Romano Prodi.
Negli ultimi anni, Ruini ha espresso apprezzamento per Matteo Salvini e Giorgia Meloni, condividendo con loro il punto di vista sulla sicurezza e l’accoglienza. Ha criticato Donald Trump, definendolo non positivo per la politica americana e mondiale.
L’eredità di Ruini
La scomparsa di Ruini lascia un vuoto nella Chiesa italiana e nella società. La sua eredità culturale e spirituale continuerà a ispirarci e ad accompagnarci, come ha sottolineato il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha ricordato Ruini come un uomo che ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale. Il suo motto episcopale, Veritas liberabit nosresta una consegna per tutti: cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare.
In questo momento di dolore, ci stringiamo con affetto ai familiari, alla Diocesi di Roma e a quanti hanno conosciuto e stimato il cardinale Ruini. Il Signore Risorto lo accolga nella sua pace.
