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Omicidio Chiara Guerra, uccisa dal nipote con 20 coltellate: poi il tentativo di bruciare il corpo

Omicidio Chiara Guerra, uccisa dal nipote con 20 coltellate: poi il tentativo di bruciare il corpo

Omicidio Chiara Guerra, dopo il ritrovamento del corpo nel Lemene l’autopsia rivela i primi elementi sulla ricostruzione del delitto.

È stato recuperato oggi nelle acque del fiume Lemene il corpo di Chiara Guerra, l’insegnante di San Stino di Livenza uccisa dal nipote 17enne. Il ritrovamento ha permesso agli investigatori di acquisire i primi elementi sul delitto: dall’ispezione cadaverica sono emersi dettagli sulle ferite riportate dalla vittima e sulle modalità con cui il giovane avrebbe cercato di occultare il corpo dopo l’omicidio.

Omicidio di Chiara Guerra: la ricostruzione del delitto e il possibile movente

Le ricerche del corpo erano iniziate dopo le indicazioni fornite dallo stesso giovane, che aveva confessato di aver ucciso la zia al termine di una discussione. Le operazioni sono state complicate dalla conformazione della rete idrica della zona, collegata ad altri corsi d’acqua e caratterizzata dalla presenza di correnti capaci di spostare il corpo.

La salma, infatti, è stata ritrovata più lontano rispetto al canale Malgher, dove inizialmente gli investigatori avevano concentrato le ricerche.

Secondo quanto avrebbe raccontato il 17enne agli inquirenti, dopo il delitto avrebbe utilizzato una carriola per trasportare il corpo dalla casa fino al punto in cui lo ha poi gettato nel corso d’acqua.

Per raggiungere il luogo dello smaltimento avrebbe attraversato anche una parte del centro abitato di San Stino di Livenza, coprendo la salma con un grande telo per nasconderne il contenuto.

L’allarme per la scomparsa di Chiara Guerra era stato lanciato il 13 giugno, quando un’amica della donna aveva segnalato di non riuscire più a contattarla da oltre due giorni. L’ultima volta che la docente, impegnata nelle scuole medie locali, era stata vista o sentita risaliva al giovedì precedente, intorno all’ora di pranzo. Dopo diversi tentativi falliti di raggiungerla telefonicamente, l’amica aveva informato i familiari e si era rivolta ai carabinieri.

Gli investigatori stanno ora approfondendo il possibile movente dell’omicidio. Alla base della lite potrebbero esserci questioni familiari legate alla gestione del patrimonio, tema sul quale il giovane avrebbe avanzato alcune richieste.

Omicidio di Chiara Guerra, la verità dall’autopsia: come l’ha uccisa il nipote 17enne

Sono emersi nuovi dettagli sull’omicidio di Chiara Guerra, l’insegnante di San Stino di Livenza uccisa dal nipote 17enne. Secondo quanto rilevato dall’Ansa, durante l’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale Antonello Cirnelli con il supporto del personale specializzato dei carabinieri, la donna sarebbe stata colpita con oltre 20 coltellate, alcune delle quali concentrate nella zona del collo e del torace. Dopo l’aggressione, il giovane avrebbe tentato di incendiare il corpo con l’obiettivo di eliminare eventuali tracce del delitto. Il cadavere, rimasto in acqua per circa cinque giorni, avrebbe presentato infatti segni sia della permanenza nel fiume sia dell’azione delle fiamme appiccate successivamente.

Il corpo della docente è stato recuperato nelle acque del fiume Lemene, nella zona di Settesorelle, a pochi chilometri dal punto in cui il ragazzo aveva dichiarato di averlo abbandonato. A individuare la salma galleggiante sarebbe stata la polizia locale, che ha immediatamente richiesto l’intervento di carabinieri e vigili del fuoco. I soccorritori avrebbero trovato il corpo parzialmente inserito in un sacco, elemento che avrebbe reso più difficili le prime verifiche e avrebbe richiesto il trasferimento presso il laboratorio di medicina legale.

Le condizioni della salma sono state giudicate sufficientemente integre per consentire gli accertamenti. Durante il recupero sono state notate diverse ferite da taglio. L’arma utilizzata per l’omicidio non è ancora stata ritrovata: il 17enne avrebbe riferito di averla gettata in acqua insieme al telefono cellulare della zia.

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