Il weekend sulle strade italiane è stato ancora una volta un bollettino atroce di giovani vite spezzate che non ce l’hanno fatta a dimostrazione che sulla strada non si scherza e la vita non è affatto un gioco e di come tutto può essere stravolto nel giro di qualche secondo. Ripercorriamo quanto successo nel marchigiano tra il 13 e il 14 giugno.
Incidenti stradali, come ridurre le conseguenze
Gli incidenti stradali sono all’ordine del giorno ed è sempre più difficile riuscire a ridurne gli effetti sulla popolazione, in particolare quella giovanile, spesso protagonista nei periodi di festa o nei weekend quando sono impegnati in uscite.
Il problema non è solo la velocità ma vi possono essere una serie di altre concause che portano all’incidente, il sonno, la distrazione, l’utilizzo del cellulare, spesso tramite le campagne di sensibilizzazione si fa luce sui principali motivi di incidente ma il messaggio non arriva.
Se si è stanchi, o si è bevuto, non è denigrante rinunciare a guidare e recuperare l’auto il giorno dopo, tornare a casa in taxi è pratica comune all’estero ed ha permesso di salvare moltissime vite giovani.
Aumenta il biliancio dei morti dei due incidenti nelle marche
A morire è stato Daniele Francalancia, alla guida della Fiat Punto che è stata centrata dalla Lancia Musa, guidata da un 41enne morto anch’egli, che stando a quanto riporta Leggo.it tramite il Corriere Adriatico, avrebbe invaso intorno alle 05:50 di domenica 14 giugno, la corsia opposta durante un tentativo di sorpasso lungo la Superstrada in località Corridonia.
Oltre a Francalancia sono morti pioche ore dopo lo schianto Giorgio Franceschini e l’amico Nicholas Calabrese di 20 anni.
Il secondo incidente avvenuto sulla strada dell’Aspio ha visto la morte sul colpo di Davide Paglialunga, 21 anni, al volante della Opel Corsa, in quel terribile schianto è rimasto gravemente ferito l’amico di sempre Pietro Borsini di 19 anni.
Borsini, calciatore del San Biagio è stato ricoverato dopo essere stato estratto dalla vettura ma è purtroppo deceduto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Torrette dopo aver lottato tra la vita e la morte per 24 ore.
Gli organi di Borsini sono stati donati dalla famiglia, come da sua richiesta al momento della creazione della carta d’identità elettronica. Un bellissimo gesto che dimostra la grandezza in termini di solidarietà del giovane ragazzo.
