Un’indagine della Procura di Milano ha acceso i riflettori su un presunto uso improprio di una chat interna a dipendenti Atm, nella quale sarebbero state condivise immagini di passeggere dei mezzi pubblici accompagnate da commenti sessisti. Il caso, emerso da una segnalazione sui social, ha portato all’apertura di un fascicolo e a perquisizioni con un indagato.
Chat sessista tra dipendenti Atm: la denuncia pubblica e le reazioni
La vicenda è diventata rapidamente di dominio pubblico dopo che la passeggera ha diffuso la propria segnalazione sui social, attirando l’attenzione dell’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, che ha rilanciato il caso attraverso i propri canali. Le immagini mostrate sembravano essere state ottenute senza il consenso delle persone ritratte, facendo emergere il possibile uso improprio delle telecamere installate sui mezzi di trasporto pubblico.
Dopo l’esplosione del caso, Atm ha avviato un’indagine interna per verificare il coinvolgimento dei propri dipendenti e accertare eventuali responsabilità disciplinari. Come riportato da Skytg24, l’azienda di trasporto milanese pare abbia presentato una denuncia alla Polizia locale, successivamente trasmessa alla Procura. Parallelamente pare sia stato presentato anche un esposto al Garante della Privacy per valutare eventuali violazioni nella gestione delle immagini raccolte dai sistemi di sorveglianza.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore ai Trasporti della Regione Lombardia Franco Lucente, che ha definito il comportamento emerso “una cosa che lascia un po’ a desiderare”, sottolineando come l’azienda stia adottando le misure necessarie mentre la magistratura prosegue il proprio lavoro. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala aveva chiesto interventi severi nei confronti degli eventuali responsabili.
Chat sessista tra dipendenti Atm, svolta nelle indagini: c’è un indagato
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sull’utilizzo di una chat WhatsApp denominata “Staff Ticinese”, nella quale alcuni dipendenti di Atm avrebbero condiviso immagini di passeggere accompagnate da commenti di natura sessista e offensiva. Come riportato da Milano Today, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dai magistrati milanesi, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati almeno un membro del gruppo con l’ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe potuto acquisire immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza presenti sui mezzi pubblici, fotografando gli schermi interni per poi diffondere il materiale nella conversazione privata.
Gli accertamenti sono stati affidati alla Polizia locale, che il 16 giugno ha eseguito cinque perquisizioni: una nei confronti della persona già indagata e altre quattro presso soggetti collegati alla chat, ma al momento non coinvolti formalmente nell’inchiesta. Durante le verifiche sarebbero stati acquisiti telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di ricostruire il contenuto delle conversazioni, individuare eventuali ulteriori immagini e chiarire l’entità del materiale condiviso.
L’indagine è partita dopo la segnalazione di una passeggera che, durante un viaggio sulla linea del tram 15, aveva notato sul telefono di un uomo con la divisa Atm una chat contenente fotografie di donne e messaggi dal contenuto volgare.
