La vacanza che avrebbe celebrato un matrimonio si è trasformata in tragedia: Sara Ceccantiniuna donna italiana, è morta dopo un incidente avvenuto a Mykonos durante l’addio al nubilato. I fatti si sono verificati nella notte tra il 14 e il 15 giugnoe la donna è poi deceduta nell’ospedale di Syros nella notte tra il 15 e il 16 giugno.
La vicenda ha attivato il coinvolgimento della Farnesina e dell’Ambasciata d’Italia ad Ateneimpegnate nelle procedure di assistenza ai familiari.
La vittima, originaria di Arezzo e residente nella frazione di Agazzilavorava per il Gruppo Prada nello stabilimento di Valvigna. La donna lascia un compagno, Lucae una figlia di tre anni. Lo shock ha coinvolto l’ambiente di lavoro e la comunità locale, con misure precauzionali prese dall’azienda in segno di lutto.
Incidente a Mykonos e ricovero all’ospedale di Syros
La dinamica esatta dello scontro è ancora al centro delle indagini delle autorità greche. Secondo le informazioni ufficiali disponibili, Sara Ceccantini era a bordo di un’auto insieme ad altre tre amiche quando si è verificato l’impatto con un altro veicolo nella notte tra il 14 e il 15 giugno.
Dopo l’incidente la donna è stata trasferita d’urgenza all’Ospedale di Syrosdove è stata ricoverata nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni sono apparse critiche fin da subito e il decesso è stato registrato nella notte tra il 15 e il 16 giugno.
Persone coinvolte e condizioni dei feriti
Con la vittima viaggiavano tre amiche: due hanno riportato ferite lievi e sono rimaste sull’isola, mentre una terza è stata trasferita in terapia intensiva in ospedale ad Atenein condizioni gravi ma vigile. Le autorità greche hanno proceduto con il fermo di una persona ritenuta coinvolta alla guida dell’altro veicolo, misura che le istituzioni italiane stanno monitorando attraverso l’Ambasciata d’Italia ad Atene. Le autorità competenti hanno disposto inoltre l’autopsia per chiarire definitivamente le cause della morte.
Ripercussioni ad Arezzo, il mondo del lavoro e la reazione pubblica
Il lutto si è esteso rapidamente alla comunità di Arezzo e al luogo di lavoro di Sara. Lo stabilimento di Valvignadove la donna era impiegata, ha sospeso le attività come segno di rispetto e solidarietà verso la famiglia. Il patron dell’azienda ha adottato questa misura in segno di cordoglio, evidenziando come la perdita abbia colpito profondamente colleghi e amministrazione. Amici e colleghi ricordano la vittima come una persona solare: “Era una ragazza solare, una persona d’oro“, si legge tra le testimonianze raccolte.
I familiari di Sara Ceccantini si sono recati in Grecia per seguire le procedure legate al decesso e al rimpatrio della salma; il compagno è rimasto in Italia. L’Ambasciata d’Italia ad Atene e la Farnesina hanno confermato il loro impegno nell’assistenza amministrativa e sanitaria ai parenti, garantendo coordinamento con le autorità locali greche per le necessarie attività istruttorie.
Dichiarazioni istituzionali e locali
Il sindaco di Arezzo ha espresso pubblicamente il cordoglio della città, sottolineando come la perdita di una giovane vita in prossimità di un evento così importante abbia scosso la comunità. Nelle stesse ore, l’azienda presso cui la vittima lavorava ha manifestato vicinanza alla famiglia e ha assicurato supporto nelle pratiche di rientro e nelle incombenze previste dalle autorità greche dopo l’esame autoptico.
Le indagini proseguono per ricostruire la dinamica completa dell’incidente e stabilire responsabilità. Le autorità locali greche stanno raccogliendo testimonianze, analizzando i rilievi e procedendo con gli accertamenti tecnici. L’esito delle verifiche sarà determinante per chiarire se si sia trattato di un’invasione di corsia o di altra circostanza che ha causato lo scontro.
La vicenda, che ha avuto luogo nel giugno del 2026continua a suscitare attenzione sia per la rilevanza emotiva sia per le implicazioni pratiche legate alle procedure internazionali di assistenza e rimpatrio. Nel frattempo, la comunità di Agazzila cittadinanza di San Giovanni Valdarno e i colleghi di lavoro mantengono il cordoglio per una persona che, secondo i ricordi, viveva con entusiasmo il ruolo di madre e professionista.
