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Minorenni e giustizia: il governo approva la riforma sull'imputabilità

Minorenni e giustizia: il governo approva la riforma sull'imputabilità

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia una riforma storica sulla responsabilità penale dei minori. Scopriamo insieme i dettagli della nuova legge

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che il governo ha approvato uno schema di disegno di legge sull’imputabilità dei minorenni durante il Consiglio dei ministri convocato il 23 luglio 2026 a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di aggiornare i criteri di responsabilità penale per i giovani tra i 14 e i 18 anni. Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2026.

Perché il governo ha varato la riforma

Il governo ha motivato l’intervento con la necessità di rispondere a fenomeni di criminalità giovanile e al fenomeno di sfruttamento di minorenni come manovalanza, enfatizzando l’intento di rendere più incisiva la responsabilità penale pur mantenendo strumenti di recupero. La presidente ha affermato che “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni.

Anche quando è minorenne”; il testo è stato presentato come parte di un quadro più ampio che include misure a sostegno delle famiglie, della scuola e della formazione onde evitare risposte esclusivamente detentive.

Le novità principali del testo adottato

Lo schema interviene sull’articolo 98 del codice penale e sull’articolo 9 del DPR 448 del 1988 stabilendo una presunzione della capacità di intendere e volere per gli ultra-quattordicenni, salvo prova contraria.

La riforma introduce l’inversione dell’onere della prova dove prima la capacità doveva essere accertata dal giudice caso per caso, il nuovo impianto presume tale capacità e pone sull’imputato l’onere di dimostrare l’incapacità. Come ha detto il ministro della Giustizia, “Con questa norma abbiamo invertito l’onere della prova”.

Procedure processuali e misure alternative

Il testo prevede nuove procedure processuali dedicate ai minori con attenzione agli elementi personali e familiari, l’introduzione di misure educative alternative alla detenzione e il potenziamento di programmi di riabilitazione. Il governo ha dichiarato l’intenzione di predisporre linee guida operative per magistrati minorili e strutture educative, e di accompagnare la modifica normativa con misure di supporto sociale e formativo per limitare l’accesso effettivo alla pena detentiva.

Dichiarazioni ufficiali e chiarimenti sull’età di imputabilità

La presidenza del Consiglio ha precisato che l’età minima di imputabilità resta fissata a 14 anni e che la riforma non abbassa quella soglia, ma modifica il criterio di valutazione della capacità di intendere e volere. Il testo mantiene la possibilità di accertare giudizialmente l’eventuale incapacità al momento del fatto se dagli atti emergono elementi contrari, pur cambiando il punto di partenza procedurale verso una presunzione di responsabilità.

Reazioni politiche, sociali e iter parlamentare

Le opposizioni hanno espresso preoccupazioni circa il rischio di una risposta eccessivamente punitiva al disagio giovanile, sottolineando la necessità di investimenti in prevenzione, scuola e servizi sociali. Il governo ha risposto che la riforma rappresenta solo una parte del quadro complessivo di intervento e che sono previsti investimenti in programmi di riabilitazione e formazione per i minori coinvolti nei procedimenti penali. Dopo l’approvazione dello schema in Consiglio dei ministri il testo passerà all’esame del Parlamento, dove sono attesi dibattiti, possibili emendamenti e la definizione della data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e di entrata in vigore.

Il Ministero della Giustizia si è impegnato a elaborare linee guida e strumenti formativi indirizzati ai magistrati minorili e alle strutture educative interessate dall’applicazione delle nuove norme, con l’obiettivo dichiarato di garantire una transizione ordinata e la corretta applicazione delle disposizioni.

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