Un’eredità da 800mila euro lasciata a un solo nipote, definito nel testamento “il mio preferito”, ha dato origine a una lunga battaglia giudiziaria tra i familiari. Dopo le contestazioni dei parenti esclusi, i giudici hanno confermato la validità delle ultime volontà dell’anziana.
Modena, lascia tutto al nipote “preferito”: battaglia sull’eredità da 800mila euro
Aveva scelto di destinare case e conti correnti per circa 800mila euro a un solo nipote, indicato nel testamento olografo come “il mio preferito”. La protagonista della vicenda è una donna di 80 anni residente a Modena, senza marito né figli, morta nel 2018. Dopo l’apertura del testamento, però, gli altri nipoti esclusi dalla successione hanno deciso di rivolgersi alla giustizia, mettendo in dubbio la validità delle ultime volontà della zia.
Secondo i familiari, come raccontato dal Corriere di Bologna, il documento sarebbe stato scritto “con mano guidata”, poiché l’anziana soffriva di maculopatia essudativa, una grave patologia che compromette la visione centrale e può provocare importanti difficoltà visive. L’obiettivo dei ricorrenti era ottenere l’annullamento del testamento e procedere con la successione legittima, che avrebbe consentito anche a loro di partecipare alla divisione del patrimonio.
Il Tribunale di Modena prima e la Corte d’Appello di Bologna successivamente hanno tuttavia respinto le contestazioni.
La perizia conferma la validità del testamento: possibile ricorso in Cassazione
Per accertare se il documento fosse stato effettivamente compilato dall’80enne, la prima sezione civile della Corte d’Appello di Bologna ha disposto una perizia grafologica. Dalle indiscrezioni del Corriere di Bologna, l’esito dell’esame ha confermato l’autenticità della scrittura: “Ritengo che il testamento sia interamente redatto da un’unica mano scrivente”, ha concluso il perito, ritenendo inoltre molto probabile che anche la data indicata fosse autentica.
I giudici hanno quindi analizzato la documentazione sanitaria della donna per verificare se, al momento della stesura, fosse in condizioni tali da poter esprimere autonomamente le proprie volontà. Anche sotto questo profilo non sarebbero emersi elementi contrari alla validità del documento: “Nulla emerge relativamente ad una compromissione cognitiva né alterazioni di tipo motorio che ne ostacolassero la normale gestualità, ivi compresa la scrittura autonoma”. Il testamento è stato quindi ritenuto valido per “assenza di incapacità” e il patrimonio resta all’unico erede indicato dalla donna. Dopo le decisioni di primo e secondo grado, tuttavia, la disputa potrebbe non essere ancora conclusa: i nipoti esclusi potrebbero infatti decidere di rivolgersi alla Cassazione.
