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La mortadella in gravidanza è tra i salumi che più spesso fanno nascere dubbi nelle future mamme. Durante i nove mesi molte donne si interrogano su ciò che possono portare in tavola senza correre rischi, soprattutto quando si parla di alimenti associati alla possibile toxoplasmosi. Il classico panino con la mortadella, uno degli spuntini più amati dagli italiani, diventa improvvisamente oggetto di attenzione. Gustosa da sola o accompagnata da formaggi come il provolone, è spesso presente anche negli aperitivi e negli apericena. Proprio per questo rinunciarvi completamente può sembrare difficile durante la gravidanza. La domanda quindi rimane sempre la stessa: la mortadella in gravidanza si può mangiare oppure è meglio evitarla?
Mortadella in gravidanza, si può mangiare? Il rapporto con la toxoplasmosi
Durante la gravidanza è fondamentale seguire uno stile di vita equilibrato, privilegiando frutta e verdura e limitando alimenti ricchi di zuccheri o troppo elaborati. I salumi, in particolare, meritano attenzione perché alcuni possono trasmettere la toxoplasmosi, infezione causata dal protozoo Toxoplasma gondii e considerata potenzialmente pericolosa per il feto. La situazione, però, non è uguale per tutti gli insaccati. La mortadella rientra tra i salumi cotti, come il prosciutto cotto, e proprio per questo motivo può essere consumata anche in gravidanza, purché con moderazione. Diverso il discorso per i salumi crudi – come prosciutto crudo, salame, bresaola, capocollo o pancetta – che invece è consigliabile evitare. La differenza sta nel processo di lavorazione: la mortadella viene cotta a temperature molto elevate, capaci di eliminare batteri e parassiti. Il toxoplasma, infatti, diventa inattivo quando si superano i 60 gradi. La preparazione di questo salume prevede carne di maiale finemente tritata, arricchita con cubetti di lardo e aromi. Dopo l’insaccatura, il prodotto viene cotto lentamente a temperature che arrivano anche intorno ai 90 gradi, per diverse ore o, nel caso delle pezzature più grandi, persino per giorni. Questo processo rende la mortadella generalmente sicura dal punto di vista del rischio di toxoplasmosi.
Toxoplasmosi: perché alcuni salumi sono rischiosi
La toxoplasmosi è un’infezione che può essere trasmessa attraverso alimenti contaminati o carne cruda o poco cotta. Per una donna incinta contrarla durante la gestazione può comportare complicazioni, motivo per cui l’alimentazione richiede alcune attenzioni. I salumi non sottoposti a cottura, infatti, non raggiungono temperature sufficienti a eliminare il parassita. Per questo motivo vengono inseriti tra gli alimenti da evitare durante la gravidanza. La mortadella, invece, grazie alla lunga cottura ad alte temperature, subisce un trattamento che neutralizza il toxoplasma. Ciò non significa che debba essere consumata senza limiti, ma che può rientrare occasionalmente nella dieta di una donna in attesa.
Mortadella in gravidanza: precauzioni utili
Anche se il rischio di toxoplasmosi legato alla mortadella è molto basso, è comunque consigliabile adottare alcune semplici precauzioni nella vita quotidiana. È importante, ad esempio, lavare accuratamente le mani dopo aver toccato carne cruda o salumi non cotti. In cucina capita spesso di manipolare ingredienti potenzialmente contaminati, come quando si preparano polpette o sughi di carne. Toccare poi altri alimenti senza essersi lavati può favorire la contaminazione. La stessa attenzione va riservata a coltelli, taglieri e posate, che dovrebbero essere sempre lavati con acqua calda o in lavastoviglie. Un altro aspetto da considerare riguarda l’affettatrice del supermercato o della salumeria. Prima di acquistare mortadella al banco, è consigliabile verificare che la macchina non sia stata utilizzata poco prima per salumi crudi. In caso di dubbio si può chiedere al salumiere di sanificarla prima dell’utilizzo. Per maggiore sicurezza è possibile scegliere mortadella confezionata o acquistata in piccoli tranci sigillati da affettare a casa. Infine, anche se la mortadella in gravidanza si può mangiare, la regola resta quella della moderazione. I salumi sono alimenti saporiti ma ricchi di sale e grassi, quindi è preferibile consumarli solo occasionalmente e in quantità contenute, all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata.