Le acque territoriali cubane sono state teatro di un violento scontro a fuoco tra la Guardia Costiera locale e un motoscafo statunitense, un episodio che ha provocato morti e feriti e riacceso le tensioni tra Cuba e gli Usa. L’incidente, avvenuto vicino a Corralillo, evidenzia le fragili dinamiche di sicurezza nella regione e le crescenti preoccupazioni su infiltrazioni illegali e attività con possibili fini terroristici.
Motoscafo Usa intercettato a Cuba: Guardia Costiera spara, tragico bilancio
Un motoscafo immatricolato negli Stati Uniti è stato intercettato dalla Guardia Costiera cubana nelle vicinanze di Corralillo, a circa un miglio dalla costa settentrionale. Secondo il Ministero dell’Interno de L’Avana, l’imbarcazione era presente “nelle acque territoriali cubane” in maniera “illegale“.
Durante il tentativo di identificazione, l’equipaggio del motoscafo avrebbe aperto il fuoco contro un’unità delle Truppe di Guardia di Frontiera, ferendo il comandante dell’imbarcazione governativa. “A seguito dello scontro, quattro aggressori stranieri sono stati uccisi e sei sono rimasti feriti“, recita il comunicato ufficiale, aggiungendo che i feriti “sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica“.
Il ministero ha anche sottolineato che le indagini continuano per chiarire l’accaduto e che “nel contesto delle attuali tensioni, Cuba ribadisce il suo impegno a proteggere le proprie acque territoriali“, considerando la difesa nazionale un “pilastro fondamentale per lo Stato cubano nella salvaguardia della sovranità e della stabilità regionale“.
Le autorità hanno precisato che a bordo erano presenti armi da fuoco, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile e uniformi mimetiche, e che tra i dieci occupanti del motoscafo, tutti cubani residenti negli Stati Uniti, sette sono stati identificati: sei arrestati e uno, Michel Ortega Casanova, deceduto durante l’operazione.
Cuba, Guardia Costiera spara contro un motoscafo Usa: reazioni internazionali
Da Washington, il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che la Casa Bianca sta “monitorando” l’evolversi della situazione, auspicando che l’episodio non sia grave: “E’ una situazione che stiamo seguendo, speriamo non sia così seria come temiamo possa essere. Ma non posso dire di più, perché semplicemente non ne so di più“. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio, presente a un vertice della Comunità caraibica, ha riferito di non avere ancora dettagli completi sull’accaduto.
Il governo cubano ha inoltre affermato che l’imbarcazione aveva intenzioni “con fini terroristici” e che alcuni dei sospetti risultavano già ricercati per terrorismo secondo la Risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Le autorità statunitensi hanno precisato che il motoscafo era un mezzo civile destinato, secondo le fonti americane, a evacuare familiari dall’isola e non apparteneva né alla Marina né alla Guardia Costiera degli Stati Uniti. L’incidente si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra i due Paesi, aggravate da sanzioni e crisi energetica a Cuba, con possibili ripercussioni sulle relazioni bilaterali.