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Nuova fiammata sahariana in arrivo: temperature oltre i 36° in molte regioni

Nuova fiammata sahariana in arrivo: temperature oltre i 36° in molte regioni

Da lunedì 13 luglio una rimonta dell'anticiclone subtropicale provocherà un'accentuazione del caldo in Italia: tra il 14 e il 15 luglio si prevedono valori diffusamente oltre i 36°C e punte superiori ai 40°C in Sardegna, con possibile attenuazione tra il 18 e il 20 luglio.

L’Italia si prepara a una nuova fase di calore intenso: una rimonta dell’anticiclone subtropicale porterà aria di origine sahariana sul bacino del Mediterraneo a partire da lunedì 13 luglio. Questo afflusso non sarà solo caldo, ma anche progressivamente umido nei bassi strati, trasformando la sensazione termica in un caldo afoso particolarmente fastidioso sulle coste e nelle pianure.

Le estati italiane mostrano ormai un cambiamento di fondo nella circolazione atmosferica, con il tradizionale promontorio atlantico che viene spesso sostituito da quello africano, fenomeno che contribuisce alla cosiddetta tropicalizzazione del clima nazionale.

Il culmine della fase calda è atteso tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio quando le temperature saliranno sensibilmente su molte regioni.

Al Centro-Sud si prevedono valori diffusamente oltre i 36°C mentre in Sardegna le aree interne potrebbero raggiungere punte superiori ai 40°C. Si tratta di anomalie termiche significative, nell’ordine di 6-8°C sopra le medie stagionali, che produrranno notti particolarmente afose e aumenteranno la domanda energetica per il raffrescamento.

Caratteristiche dell’aria in arrivo e impatto sul Mediterraneo

L’aria sahariana in risalita non è soltanto più calda: attraversando il Mediterraneo essa si arricchisce di umidità nei bassi strati, condizione che accentuerà la sensazione di disagio termico soprattutto lungo le fasce costiere. Il meccanismo è semplice: masse d’aria secche e calde entrano inizialmente sul bacino, poi il contatto con le superfici marine più calde aumenta il contenuto di vapore, rendendo il clima più appiccicoso e aumentando l’indice di calore percepito. Questo processo favorisce notte tropicali con scarsa escursione termica, quando le temperature minime non scendono a livelli ristoratori per la popolazione.

Conseguenze su salute e risorse

I valori previsti, sia in termini di massime sia di notti afose, sollevano preoccupazioni immediate per la salute pubblica e per i consumi. Periodi prolungati con temperature superiori alle medie comportano un aumento del fabbisogno energetico per il raffreddamento e possono aggravare problemi legati alla qualità dell’aria e alla disponibilità idrica. In particolare, le regioni del Centro-Sud e la Sardegna dovranno monitorare l’uso delle risorse idriche e l’efficienza delle reti energetiche per evitare criticità durante il picco della settimana indicata.

Tempi e possibile evoluzione meteorologica

La durata esatta dell’ondata è ancora incerta: le proiezioni più recenti segnalano una possibile attenuazione tra il 18 e il 20 luglio quando un fronte temporalesco potrebbe scendere dal Nord Europa e interrompere temporaneamente la rimonta subtropicale. Fino ad allora è plausibile che le condizioni roventi persistano per più giorni, con il periodo di maggiore intensità concentrato tra il 14 e il 15 luglio. Qualsiasi rapida variazione dipenderà dalla posizione e dall’intensità della saccatura atlantica o di impulsi freschi in discesa dall’Europa settentrionale.

In questo quadro, l’attenzione resta alta soprattutto per le aree che possono registrare punte oltre i 40°C dove le conseguenze su popolazione, agricoltura e infrastrutture possono essere più evidenti. Monitorare l’evoluzione e prepararsi a scenari di caldo prolungato rimane fondamentale durante i giorni indicati.

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