La riapertura dell’indagine sul delitto di Garlasco ha riportato sotto i riflettori il nome di Andrea Sempio, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Pavia. Al centro delle contestazioni ci sono elementi già noti ma riletto alla luce di nuove acquisizioni: il scontrino del parcheggio, le intercettazioni ambientali, e alcune tracce genetiche parziali rinvenute sulla vittima.
Di fronte alla convocazione in Procura, il 38enne ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, scelta che lascia in sospeso molti quesiti che i magistrati avrebbero voluto affrontare direttamente. Le parti coinvolte continuano a scontrarsi nelle valutazioni pubbliche e tecniche, mentre gli atti dell’inchiesta vengono esaminati e discussi.
Le contestazioni principali nell’informativa
Secondo l’informativa del Nucleo investigativo di Milano, gli inquirenti attribuiscono a Sempio un ruolo centrale nell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007. Tra i punti qualificanti dell’accusa figurano il presunto movente sessuale e la presenza di un profilo genetico maschile, parziale, rilevato sulle unghie della vittima, che gli investigatori ricondurrebbero alla linea parentale maschile di Sempio.
Questi elementi vengono messi in relazione con le telefonate, gli spostamenti e l’accesso alla villetta di via Pascoli.
Il significato delle telefonate e il quadro cronologico
Le chiamate tra l’utenza di casa dei Poggi e i numeri riferibili a Sempio risultano concentrate in un arco di tempo limitato: in particolare emergono tre contatti mentre la vittima era sola in casa. L’analisi dei tabulati, secondo la ricostruzione degli investigatori, segnala anomalie rispetto ai comportamenti telefonici precedenti, aprendo interrogativi sull’effettiva presenza e sugli spostamenti del sospettato in quei giorni.
Lo scontrino del parcheggio e le controversie sull’alibi
Uno degli aspetti più dibattuti rimane il scontrino del parcheggio di Vigevano che riporta l’orario delle 10.18. Chi lo ha ritirato e in che circostanza è centrale per stabilire un alibi o, viceversa, per alimentare sospetti. Gli investigatori evidenziano l’impossibilità di attribuire con certezza la produzione del tagliando a Sempio, così come sottolineato nella relazione dei carabinieri: il documento non può avere un valore provante in assenza di riscontri certi.
I soliloqui intercettati e le diverse interpretazioni
Un’altra fonte di attenzione sono i monologhi registrati nell’auto dell’indagato, intercettazioni che alcune ricostruzioni giornalistiche hanno letto come presunte ammissioni. La versione integrale dei brogliacci, però, propone una chiave alternativa: molti passaggi sono frammentari o contestualizzati dall’ascolto di podcast sul caso, come ha spiegato anche la difesa. La lettura di tali frasi resta quindi aperta a interpretazioni.
Materiale informatico, ricerche online e profilo comportamentale
Dalle acquisizioni forensi emergono ricerche online e file recuperati da un hard disk contenuto nel vecchio pc usato tra il 2010 e il 2019. Gli investigatori descrivono un interesse marcato, a partire da settembre 2014, per il caso di Garlasco e per il tema del Dna rinvenuto sulle unghie della vittima. Nella memoria sono annotate ricerche su satanismo, violenza e temi estremi, oltre a documenti che approfondiscono il fenomeno dei predatori sessuali.
Contenuti multimediali e cartelle protette
Un aspetto rilevante per la Procura è il fatto che la vittima avesse salvato video intimi all’interno di una cartella poi criptata pochi giorni prima dell’omicidio. Il computer della ragazza era usato anche da altre persone, tra cui Sempio e Marco Poggi, ed è su questo intreccio di accessi e responsabilità digitali che si concentrano alcune ricostruzioni del movente.
Le reazioni della famiglia e dei legali
I legali dei Poggi hanno espresso perplessità sulle modalità investigative, denunciando presunte interferenze e diffusione impropria di captazioni telefoniche e ambientali. Dall’altra parte, la difesa di Sempio sostiene che i materiali emersi confermino la sua innocenza e punta a smontare ricostruzioni che ritiene basate su suggestioni piuttosto che su prove definitive.
Resta da vedere come la Procura di Pavia intenderà procedere: molte domande tecniche e processuali sono ancora aperte e la decisione dell’indagato di non rispondere al primo invito a comparire rinvia a momenti successivi ogni possibile chiarimento diretto.
Nel frattempo, il dibattito pubblico continua a oscillare tra ipotesi investigative e richieste di garanzie processuali, mentre il lavoro degli inquirenti si concentra su verifiche forensi, riscontri alle telefonate e ricostruzioni temporali che dovranno, prima o poi, comporre un quadro probatorio coerente.