La Procura di Pavia ha notificato la chiusura delle indagini che vedono al centro Andrea Sempio, oggi 38enne, come possibile autore dell’omicidio di Chiara Poggi. L’accusa si basa su una rilettura delle evidenze tecniche e su intercettazioni raccolte nell’ambito dell’inchiesta: elementi che, secondo gli investigatori, avvicinano la posizione di Sempio al luogo e alla dinamica del delitto avvenuto il 13 agosto 2007.
In questa fase processuale la vicenda acquista nuovi risvolti: Sempio è a rischio di processo mentre restano aperte le questioni riguardanti le prove raccolte a suo tempo.
Il quadro è stato aggiornato anche grazie a una serie di consulenze affidate al RIS e ad anatomopatologi. In particolare emergono ricostruzioni sulla tempistica dell’aggressione e sulla sequenza dei colpi che avrebbero portato alla morte della ragazza.
L’interrogatorio di Sempio, avvenuto il 6 maggio 2026, si è svolto nella sede degli inquirenti, ma l’indagato ha scelto il silenzio. Le nuove risultanze tecniche e le dichiarazioni acquisite hanno spinto i pm a formalizzare la chiusura delle indagini.
La nuova ricostruzione dell’indagine
Secondo la tesi investigativa aggiornata, l’assalitore sarebbe penetrato nell’abitazione approfittando di una porta non completamente chiusa dopo che la vittima aveva temporaneamente disattivato l’allarme per far uscire i gatti.
Gli esperti hanno fissato l’inizio dell’aggressione non prima delle 9.45, spostando così la finestra temporale rispetto alla prima inchiesta. La sequenza ipotizzata prevede una prima colluttazione in soggiorno, seguita dall’uso di oggetti contundenti, tra cui un martello a coda di rondine, compatibile con la cassetta degli attrezzi segnalata come mancante dalla famiglia.
Tempistica e dinamica
La ricostruzione forense parla di una lunga aggressione in più fasi: inizialmente con colpi inferti con le mani, poi con strumenti reperiti in casa. Sono stati conteggiati in totale circa dodici colpi, alcuni dei quali concentrati sulla testa. La vittima, nella frenesia della fuga, sarebbe stata trascinata verso le scale che conducono al seminterrato dove, sul quarto gradino, sono stati riscontrati i colpi più gravi. A supporto della dinamica vi sono tracce ematiche descrivibili come «piccole spruzzate» sul divano e altri punti del percorso, reperti che i consulenti interpretano alla luce della sequenza aggressiva ipotizzata.
Movente e elementi a sostegno
Gli inquirenti indicano come movente il rifiuto di un approccio di tipo sessuale da parte della vittima: intercettazioni raccolte durante le indagini moderne sono citate come elemento a supporto di questa lettura. Per contro la difesa contesta l’interpretazione delle conversazioni, sostenendo che alcuni passaggi fossero commenti su un podcast o riferimenti a materiale di cui si sarebbe già parlato in passato; inoltre gli avvocati mettono in discussione la validità di specifici elementi come la pendrive citata negli audio. Parallelamente, l’analisi delle celle telefoniche costituisce per gli investigatori un riscontro che collocherebbe Sempio a Garlasco nella mattinata del delitto.
Le tracce tecniche e l’iter processuale
Le perizie predisposte dal Ris di Cagliari, con il contributo del tenente colonnello Andrea Berti e dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno rimesso sotto la lente aspetti prima non valorizzati: impronte palmari catalogate come 33 e 97F, segni compatibili con scarpe 42-43 e la ricostruzione degli spostamenti successivi al delitto. I magistrati ricostruiscono anche una fuga che non avrebbe utilizzato le vie principali ma percorsi secondari fino alla casa della nonna dell’indagato, con soste durante le quali si ritiene che l’autore si sia ripulito dalle tracce.
Implicazioni per Alberto Stasi
Da questa nuova prospettiva emergono riflessi sul processo che portò alla condanna di Alberto Stasi. I difensori di Stasi hanno già ipotizzato la richiesta di una revisione del processo alla luce delle nuove risultanze; una procedura che potrebbe essere attivata anche dalla Procura generale di Milano qualora le valutazioni sull’istruttoria lo ritenessero opportuno. Il possibile riavvio delle verifiche apre scenari giudiziari complessi e ulteriori verifiche probatorie.
Reazioni e prossimi passi
La famiglia Poggi continua a definire questo percorso un calvario, incerta su quanto emergente dalle intercettazioni e sulle nuove interpretazioni tecniche. I legali della difesa di Sempio puntano a smontare le interpretazioni degli audio e a contestare la ricostruzione dei movimenti e delle impronte, mentre la Procura si prepara a eventuali sviluppi che potrebbero portare a un rinvio a giudizio. Nel frattempo il fascicolo rimane sotto attenzione, con la prospettiva di un dibattito giudiziario che potrebbe riaprire questioni rimaste aperte per anni.