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Jlenia Musella, il video su TikTok e l’uomo alle sue spalle: cosa si vede davvero nelle immagini

omicidio di jlenia musella a napoli la sconvolgente confessione del fratello 1770203561

Giuseppe Musella si è consegnato alle forze dell’ordine e ha confessato l’omicidio della sorella, una giovane donna di 22 anni, uccisa con una coltellata alla schiena al termine di una lite familiare. L’uomo è ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario.

I social raccontano gli ultimi frammenti di vita di Jlenia, una giovane donna cresciuta in un contesto familiare difficile, segnato da legami con la camorra, ma che — come tante sue coetanee — amava la normalità: serate in discoteca, selfie, sorrisi e momenti di spensieratezza condivisi online.

Tra gli ultimi video pubblicati, uno in particolare è diventato virale.

Alle sue spalle compare un uomo che sembra impugnare un oggetto simile a un pugnale: potrebbe trattarsi di una sigaretta elettronica, ma tanto è bastato per alimentare sospetti e suggestioni sui social, dove qualcuno ha ipotizzato si trattasse dell’assassino, mentre il principale sospettato era ancora ricercato.

La resa dopo poche ore: arrestato Giuseppe Musella

La caccia all’uomo è durata poche ore. Giuseppe Musella, 28 anni, si è consegnato nella notte alla Squadra Mobile di Napoli, che lo cercava da ieri pomeriggio, quando era diventato irreperibile subito dopo la morte della sorella.

L’uomo ha confessato l’omicidio: per lui l’accusa è di omicidio volontario. Attualmente è detenuto nel carcere di Secondigliano, in attesa della convalida del provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Jlenia sarebbe stata uccisa con una coltellata alla schiena, al termine di una lite familiare.

Un contesto familiare complesso

L’omicidio sarebbe maturato all’interno dell’abitazione dove i due fratelli vivevano da soli. Un contesto familiare segnato da storie giudiziarie pesanti: la madre è detenuta con gravi accuse, mentre il suo compagno è ritenuto tra i fondatori di un clan camorristico.

Il passato della famiglia è segnato anche da un altro omicidio: Annunziata D’Amico, zia di Jlenia, fu uccisa dieci anni fa davanti ai palazzi del Conocal di Ponticelli, dove in quel periodo ricopriva il ruolo di reggente del clan.

“Non è un omicidio di camorra”

Nonostante il contesto criminale in cui la famiglia è cresciuta, gli inquirenti chiariscono che Jlenia non era una “femmena boss” e che il suo assassinio non è riconducibile a dinamiche di camorra.

Il suo nome si aggiunge invece alla lunga lista di donne uccise per violenza domestica, vittime della follia e della brutalità di uomini incapaci di gestire un conflitto.

Un omicidio che, ancora una volta, riporta al centro il tema della violenza all’interno delle mura di casa, lontano dalle logiche criminali organizzate, ma non meno devastante.