Questa mattina una vasta operazione di polizia ha interessato il Parco Sempione, nell’area di Barriera di Milano a Torino. L’intervento, disposto dal questore Massimo Gambino, si inserisce nella serie di servizi con cadenza regolare volti a contrastare il degrado urbano e i fenomeni di criminalità che insistono nella periferia nord della città. Sul posto sono intervenuti diversi reparti e sono state avviate attività di identificazione e bonifica dell’area.
La zona è nota per il ritorno frequente di persone che la usano come bivacco e per la presenza di un persistente mercato di stupefacenti, talvolta definito come “tossic park” dai residenti. Nonostante precedenti interventi di polizia e di altre istituzioni, la situazione tende a ricrearsi rapidamente, complicata anche da cantieri e da strutture demolite o in disuso nella stessa area.
Che cosa è successo durante l’operazione
Gli agenti hanno proceduto con il controllo dell’area di via Cigna, identificarono circa 20 persone e avviarono lo sgombero delle tende e dei materiali usati come ricovero temporaneo. L’intervento ha visto la presenza coordinata del Reparto mobile, delle unità cinofile, del personale del commissariato di zona e dell’Ufficio Immigrazione. L’obiettivo dichiarato è stato togliere visibilità e presidio fisico al fenomeno del bivacco e rispondere alle segnalazioni dei cittadini e dei commercianti della zona.
Unità coinvolte e azioni pratiche
Le operazioni si sono concentrate su perquisizioni sul posto, identificazioni e rimozione di oggetti usati per sostare nell’area. Le unità cinofile hanno coadiuvato i controlli per eventuali sostanze e materiale illecito, mentre l’Ufficio Immigrazione ha verificato le posizioni amministrative delle persone presenti. L’intervento ha richiamato inoltre servizi di pubblica utilità per la rimozione dei rifiuti e la bonifica dei luoghi, considerando che spazi degradati facilitano il ripetersi del fenomeno.
Il contesto: il “tossic park” che si riforma
Dietro agli sgomberi ricorrenti c’è un problema sociale radicato: il cosiddetto tossic park si riforma in punti strategici come via Cigna e corso Venezia, sfruttando aree in abbandono o cantieri. I residenti descrivono figure di vedette che avvertono gli spacciatori al passaggio delle auto e tattiche di attrazione della clientela, tra cui la pratica dell’offerta di una “pallina” gratuita per invogliare nuovi consumatori a provare la sostanza. Questo meccanismo alimenta la dipendenza e amplia il giro di spaccio.
Storia recente e interventi precedenti
Nel corso dell’anno sono già stati eseguiti più blitz: il 23 gennaio una prima operazione ha portato a denunce e a un primo allontanamento di persone all’interno delle ex piscine Sempione; il 26 febbraio è stata effettuata una seconda bonifica con rimozione dei rifiuti; e il 4 marzo è stato eseguito un altro intervento con numerose identificazioni. Contestualmente proseguono demolizioni di strutture vicine, tra cui l’abbattimento dell’ex fabbrica Gondrand avvenuto a fine 2026, che hanno trasformato il paesaggio urbano ma non hanno attutito il fenomeno.
Tra misure di sicurezza e risposte sociali
L’operazione di oggi anticipa l’entrata in vigore, prevista per il giorno successivo all’intervento, di sei zone a vigilanza rafforzata nel nuovo decreto sicurezza, tra cui figura anche Barriera di Milano. L’aumento dei controlli è pensato per migliorare la percezione di sicurezza e per agire sui reati legati allo spaccio, ma gli operatori sul territorio ricordano che le azioni di polizia da sole non bastano se non sono accompagnate da politiche di recupero e da servizi socio-sanitari mirati.
Prospettive e possibili strategie
Per interrompere il ciclo di sgomberi e ritorni servono interventi integrati: rafforzamento dei servizi sociali, percorsi di cura per le persone con dipendenze, progetti di riqualificazione che non lascino spazi di margine e politiche che combinino sicurezza e inclusione. Il piano del Comune, con il riconoscimento dell’interesse pubblico per un nuovo complesso sportivo approvato il 10 marzo e la collaborazione con operatori privati come la Supera del gruppo Sidecu, mira a trasformare gli spazi degradati in servizi utili alla comunità e a offrire alternative concrete al bivacco.