La recente pubblicazione degli Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense ha rivelato una rete internazionale di contatti che coinvolge politici, imprenditori e celebrità. Tra i nomi presenti emerge Paolo Zampolli: chi è questo imprenditore italiano, nominato “inviato speciale per l’Italia” da Donald Trump, e quale ruolo ha avuto nei contatti legati a Jeffrey Epstein, temi che stanno attirando grande attenzione mediatica.
Paolo Zampolli: carriera, legami e incarichi diplomatici
Paolo Zampolli, 55 anni, imprenditore milanese di origini nobili del business, è noto per la sua capacità di muoversi tra moda, politica e diplomazia. Figlio unico di Giovanni Zampolli, fondatore della Herbert – distributore italiano di giocattoli Hasbro come il Dolce Forno e action figure di Star Wars – Paolo dovette interrompere gli studi universitari a 18 anni a causa della morte improvvisa del padre in un incidente sciistico, vendendo l’azienda familiare e lanciandosi in nuove avventure.
Trasferitosi a New York nel 1996, fondò ID Models Management, agenzia che scoprì e promosse talenti come Heidi Klum, Claudia Schiffer e soprattutto Melania Knauss, che nel 1998 presentò a Donald Trump al Kit Kat Club durante la Fashion Week. Il suo network lo ha portato a interagire con figure di alto profilo, tra cui Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, inserendolo in contesti sociali di grande visibilità.
Meno di un anno fa Trump lo ha nominato “Special Representative USA per le Global Partnerships” e inviato speciale per l’Italia, incarico durante il quale Zampolli è stato ricevuto da esponenti politici italiani come Matteo Salvini e Armando Siri. Quest’ultimo ha affermato: “abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci su un terreno comune di sensibilità e valori che accomunano la Lega e Trump, il governo italiano e l’amministrazione americana”.
Nel corso degli anni, Zampolli è stato anche ambasciatore della Repubblica Dominicana all’ONU e ha ricoperto incarichi in consigli culturali e sportivi negli Stati Uniti, inclusi il board del Kennedy Center su nomina Trump e il consiglio sport e nutrizione sotto Biden.
Paolo Zampolli, chi è e perché compare nei documenti sul caso Epstein
Come riportato da Fanpage, il nome di Zampolli apparirebbe in 18 fascicoli degli Epstein Files resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense, che contengono “tutti i registri, documenti, comunicazioni e materiali investigativi” senza omissioni per motivi di imbarazzo o sensibilità politica, come spiegato dalla procuratrice generale Pam Bondi e dal suo vice Todd Blanche.
I fascicoli descriverebbero una gamma di contatti, da email dirette con Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell a menzioni indirette in articoli di giornale o altri documenti ufficiali. In uno dei file (EFTA01018594), Zampolli verrebbe citato insieme a un gruppo di persone con la misteriosa dicitura “Killers: Prokhorov e Baibakov (più tutta la sua gente), Zampolli Paolo, Anna Konchakovskaya e tutta la gente che lavorava per loro”, senza ulteriori spiegazioni.
Altri scambi di email nei fascicoli (EFTA02618736 e EFTA02619777) riporterebbero dialoghi inquietanti, come un mittente che afferma: “Zampolli ha messo parole nella mia bocca e sulla carta. Non ho mai ucciso nessuno e ho smesso con la droga. Lo giuro”. In un verbale dell’FBI del 2020 (EFTA00086883), una modella della ID Models descriverebbe Zampolli come “viscido” e racconta episodi di controlli sull’aspetto delle modelle, ma il nome di Zampolli non comparirebbe in relazione a eventuali abusi sessuali con Epstein.
Resta dunque incerto se tutte le citazioni nei fascicoli si riferiscano effettivamente a Paolo Zampolli o a un omonimo, mentre il suo coinvolgimento nei documenti continua a suscitare attenzione e interrogativi a livello internazionale.