In un’informativa parlamentare la presidente del Consiglio ha sollevato la necessità che l’Unione europea si prepari a una risposta economica comune se la crisi in Medio Oriente dovesse intensificarsi. La proposta centrale è quella di valutare la sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita, non come esenzione per un singolo paese ma come provvedimento generalizzato rivolto a creare margine fiscale condiviso.
Nello stesso intervento la premier ha ribadito la disponibilità dell’Italia ad adottare misure nazionali per contrastare possibili fenomeni di speculazione sui mercati dell’energia, citando interventi anche sui profitti delle società energetiche. Ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi legati alla libera circolazione nello Stretto di Hormuz e sulle conseguenze che eventuali restrizioni potrebbero avere sui prezzi delle materie prime energetiche.
La proposta sul Patto di Stabilità
Secondo la premier, l’ipotesi di sospendere temporaneamente il Patto di stabilità deve essere discussa a livello europeo se la situazione geopolitica porta a ripercussioni economiche diffuse. Il concetto chiave è garantire un spazio di bilancio condiviso che consenta ai governi di intervenire senza ricorrere a deroghe ad personam, replicando in chiave fiscale l’approccio collettivo già attuato durante la pandemia.
Perché una misura generalizzata
La richiesta punta a evitare disparità tra Stati membri: una sospensione generalizzata del Patto creerebbe condizioni omogenee per il sostegno a famiglie e imprese. La premier ha parlato di uno strumento temporaneo e mirato, pensato per fronteggiare uno shock esterno che interessa l’intera area, sottolineando che si tratta di un’opzione e non di una decisione imminente.
Interventi sul fronte energetico
Sul piano domestico il governo ha già adottato misure per attenuare l’impatto dei rincari: una riduzione temporanea del prezzo dei carburanti e un meccanismo anti-speculazione sono tra le leve citate. La premier ha rivendicato l’azione del governo sul versante dei prezzi e ha annunciato la disponibilità a ulteriori interventi, incluse possibili misure sui profitti delle compagnie energetiche se si dovesse accertare una dinamica speculativa.
La richiesta di sospendere l’ETS per il termoelettrico
All’attenzione europea è stata posta anche la richiesta di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’ETS alla produzione elettrica da termoelettrico. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto immediato dei prezzi energetici sul sistema paese, in attesa di una revisione più organica dello strumento a livello comunitario.
Rischi geopolitici e impatto economico
La premier ha posto enfasi sul fatto che qualsiasi restrizione della navigazione nello Stretto di Hormuz potrebbe avere ripercussioni molto rilevanti sui mercati energetici globali. Ha citato la possibilità che l’introduzione di tariffe o misure ai transiti nello stretto produca conseguenze economiche difficili da prevedere, giustificando così la richiesta di strumenti di politica economica straordinari.
Tensioni politiche interne e reazioni all’informativa
L’intervento di Palazzo Chigi non è passato senza critiche: le forze di opposizione hanno accusato il governo di confusione e di eccessiva subalternità rispetto ad alcuni partner internazionali. Le critiche si sono estese anche alla gestione interna, dopo la sconfitta sul referendum costituzionale, mentre la premier ha ribadito l’intenzione di governare per l’intera legislatura e di non dimettersi.
Nel suo discorso la presidente del Consiglio ha inoltre ricordato i risultati ottenuti sul fronte della lotta all’evasione e la raccolta di risorse che, a suo dire, hanno consentito di finanziare interventi a favore di famiglie e imprese. Ha concluso sottolineando la necessità di un’Europa unita per affrontare sia l’emergenza energetica sia le tensioni geopolitiche, richiedendo un confronto immediato con gli altri Stati membri.