Mentre il dibattito sulla nuova legge elettorale si avvicina alla sua fase cruciale, il Partito Democratico mostra segni di divisione interna. La questione delle preferenze elettorali ha acceso gli animi durante una riunione dei gruppi parlamentari, con posizioni contrastanti tra l’area di Stefano Bonaccini e quella di Giancarlo Franceschini.
Le divisioni interne al Pd
La segretaria del Pd, Elly Schleinha cercato di mediare durante l’incontro, ma le differenze rimangono evidenti. Bonaccini spinge per la reintroduzione delle preferenze, mentre Franceschini e Articolo 1 mostrano maggiore cautela. “Si è discusso ma abbiamo costruito un buon equilibrio”, hanno minimizzato i dem, sottolineando che la maggioranza è contraria alle preferenze, ad eccezione di una parte di Fratelli d’Italia.
Le proposte di Futuro Nazionale
Intanto, Futuro Nazionaleil movimento guidato da Roberto Vannacciha depositato sette emendamenti per la reintroduzione delle preferenze e per ridurre i posti riservati alle donne nelle liste elettorali, una misura definita “antiwoke”.
Le strategie dell’opposizione
Le forze di opposizione, convinte che la maggioranza stia preparando un “blitz” per portare il provvedimento in Aula senza mandato al relatore, stanno mettendo a punto una strategia difensiva.
Prevedono di presentare un migliaio di emendamenti soppressivi, oltre a quelli bandiera su temi come la preferenza di genere e il voto ai fuorisede.
Le proposte di +Europa
Da +EuropaRiccardo Magi ha proposto una norma transitoria affinché la nuova legge elettorale entri in vigore solo dopo un anno dall’approvazione. L’obiettivo è “stanare” il governo, che secondo Magi mira ad anticipare le urne per assumere pieni poteri.
La scadenza per le proposte di modifica è fissata per oggi alle 12, e le votazioni inizieranno la prossima settimana. La maggioranza è pronta a presentare due emendamenti correttivi, tra cui uno per salvaguardare le prerogative del capo dello Stato nella designazione del premier.
