> > Le dimissioni di Tommaso Montanari, Giuli ed il nuovo CDA degli Uffizi

Le dimissioni di Tommaso Montanari, Giuli ed il nuovo CDA degli Uffizi

Le dimissioni di Tommaso Montanari, Giuli ed il nuovo CDA degli Uffizi

Stravolgimento all'interno del CDA della famosa galleria d'arte di Firenze. Nomi vicini al governo, egemonia operata dal ministro in favore del maggior controllo rispetto alla qualità riconosciuta all'ente artistico.

Alessandro Giuli è il Ministro della Cultura del Governo Meloni da quando ha ricoperto questo incarico ha voluto dare, senza naturalmente darlo a vedere, un taglio alle proprie scelte per i principali organi culturali legato principalmente al suo pensiero politico e ciò si può vedere con quanto sta accadendo “ai piani alti” di una delle gallerie d’arte più importanti al mondo, quella degli Uffizi di Firenze.

Giuli, quando la politica conta più dell’Arte

Alessandro Giuli ha un ruolo prestigioso, quello di sovrintendere a tutti gli aspetti culturali del nostro paese, paese che seppur abbia tante contraddizioni, sul fronte culturale non ha assolutamente nulla da invidiare a nessuno, anzi.

Lui, come tanti altri prima di lui, si trova in una condizione certamente non facile, sono tante le cose da gestire e di conseguenza bisogna delegare, normalmente si delegherebbe a chi ha la capacità di valorizzare ciò che andrà ad amministrare, ma spesso questo concetto viene declinato in “metto al comando chi la pensa come me“.

Viene quindi meno l’amore per il bene che si sta rappresentando, a favore della scelta di partito che è molto meno impegnativa e più facile da giustificare.

Le dimissioni dal CDA degli Uffizi

E’ notizia di poche ore fa delle dimissioni di Tommaso Montanari dal CDA della galleria degli Uffizi di Firenze. Il rettore dell’Università di Siena ha deciso che sarebbe stato meglio fare un passo indietro, mostrando coerenza.

Ma da dove nasce questa decisione? La decisione nasce dopo aver scoperto delle nomine del nuovo CDA della stessa galleria fiorentina. Esponenti poltici legati direttamente al governo, tra un sottosegretario braccio destro di Brunetta, un professore universitario direttore della fondazione FareFuturo di Fini ed altri uomini di stampo politico meloniano.

Dulcis in fundo, l’unica donna all’interno del Consiglio è sì una storica dell’arte, figura quindi idonea alla gestione consapevole, ma è anche curatrice di un dipartimento del Metropolitan Museum di New York, ergo, tante opere faranno la spola Firenze-New York per mostrare agli americani la nostra arte.

Tutto questo ha portato alle dimissioni di Tommaso Montanari, in passato parte dello stesso CDA, ora anche rettore dell’Università di Siena che si schiera apertamente e dice – “non in mio nome io mi dimetto“.