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Pidocchi e altri parassiti nei bambini

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I parassiti sono molto piu' diffusi di quel che si pensa e, poichè sono altamente infestanti, tutte le persone che hanno avuto contatto con l'individuo colpito devono essere...

I parassiti sono molto piu’ diffusi di quello che si pensa e, poichè sono altamente infestanti, tutte le persone che hanno avuto contatto con l’individuo colpito, devono essere informate e provvedere a controlli. I parassiti piu’ comuni non provocano in genere altro che un irritante fastidio ma sono anche facili da eliminare.

Pidocchi: piu’ spesso di quel che si pensa, i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia sono colpiti dai pidocchi. Le loro uova, o lendini, vengono fissate saldamente alla base del capello e sono identificabili durante la screscita dello stesso. I pidocchi, a differenza di quanto si crede, amano gli ambienti puliti e rifuggono le capigliature sporche.

I sintomi: il prurito persistente al cuoio capelluto è l’unico sintomo riscontrabile; un’indagine accurata puo’ rilevare la presenza delle uova; l’insetto è troppo piccolo per essere visto, anche se in alcuni casi, a seconda delle dimensioni, è possibile vederelo anche ad occhio nudo.

La cura: il bambino deve essere tenuto a casa da scuola e sottoposto a lavaggi dei capelli con specifici shampoo antiparassitari. Dopo l’applicazione, si passa un pettine a denti fiti, in modo da rimuovere le uova morte; pettine e asciugamano devono essere puliti con lo stesso shampoo.

Pidocchi e lendini: il pidocchio adulto depone le uova ( lendini) alla base del capello. Ogni uovo è saldamente attaccato e si schiude dopo due setTimane circa.

Lo shampo antiparassitario ne provoca il distacco.

Scabbia: è provocata da un acaro microscopico che si annida sotto cute e depone le uova. Non è pericolosa, ma molto fastidiosa, perchè provoca un intenso prurito, si contrae per contatto ed è molto contagiosa.

I sintomi: le zone piu’ facilmente colpite sono gli spazi interdigitali, il lato flessorio del gomito, le ascelle, l’inguine, le zone genitali ed i piedi; il parassita produce dei minuscoli solchi lineari circondati da vescichette perlacee.

La cura: si utilizza una lozione specifica da tenere sulla parte per 24 ore; il trattamento deve essere ripetuto due o tre volte al giorno ed esteso a tutta la famiglia. Gli acari possono sopravvivere lontano dalla cute per sei giorni; si devono quindi lavare indumenti e biancheria accuratamente.

Ossiuri: l’ossiuriasi è una delle infezioni dei vermi piu’ comuni, non grave e facilmente curabile. Il contagio avviene mediante indigestione di uova presenti nel cibo o nel terreno che si annidano nell’intestino.

Quando il verme nasce, gli individui femminili discendono fino al retto e depongono le uova nei pressi dell’ano, cio’ provoca un fastiodo prurito. Quando il bambino si gratta, raccoglie le uova e le puo’ trasferire nuovamente in bocca, dove il ciclo ricomincia.

I sintomi: il sintomo piu’ fastidioso è l’intenso prurito nella zona anale, che si acutizza di notte e quando fa caldo. A volte è possibile vedere i vermetti bianchi nelle feci.

La cura: se si notano i sintomi qui sopra descritti, bisogna contattare il medico che puo’ prescrivere un trattamento adeguato da estendere a tutta la famiglia. L’igiene è fondamentale : le mani devono essere lavate sempre , dopo essere stati in bagno, le unghie tenute corte e la zona anale protetta e coperta, in modo che il bambino non si tocchi.

Tenia: si tratta di un parassita ormai abbastanza raro nei Paesi occidentali, piu’ diffuso nei paesi tropicali. Si tratta di un verme lungo dai 15 ai 40 cm, che entra nell’organismo sotto forma di uova attraverso il cibo contaminato.Le uova si schiudono nell’intestino dove poi il parassita vive, deponendone altre e riproducendo il suo ciclo vitale.

I sintomi: la presenza del parassita è spesso asintomatica e l’unico modo per riscontrarlo è il rilevamento di parti dello stesso nelle feci.

La cura: esistono delle speciali compresse che uccidono il verme; con l’aiuto di lassativi , si produce poi all’espulsione per via rettale. L’igiene è di vitale importanza.

Per quanto riguarda i viaggi all’estero, se il bambino presenta diarrea persistente, puo’ aver contratto una grave infezione gastrointestinale provocata dall’ameba. In questo caso, occorre una immediata terapia e profilassi reidratante.


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