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Crisi libica, Giuseppe Conte: “L’Italia non alimenterà il conflitto armato”

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Conte ha incontrato il presidente turco Erdogan e quello egiziano Al Sisi per discutere della crisi libica in vista della Conferenza di Berlino.

crisi libica conte
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Giuseppe Conte non è preoccupato per la mancata firma della tregua del generale Haftar, quanto piuttosto dei soldati italiani che stanno vivendo la crisi libica di questi mesi. Infatti, secondo il premier la cosa più importante è un “cessate il fuoco sostanziale”, come ha spiegato al termine del vertice di maggioranza di martedì. “Ho incontrato più volte Haftar – ha aggiunto Conte -. Allorché mi informò della iniziativa militare gli dissi subito che stava commettendo un grave errore. Gli dissi che la violenza avrebbe generato altra violenza, sofferenze alla popolazione civile e avrebbe attirato terroristi anche da altri scenari di guerra”.

Crisi libica, le parole di Conte

Il Presidente del Consiglio italiano ha incontrato nei giorni scorsi il presidente turco Erdogan e in seguito anche quello egiziano Al Sisi per discutere della crisi libica. “L’Italia – ha detto il premier italiano – ha fatto una scelta ben precisa.

Siamo disponibili a investire tutto il nostro capitale per indirizzare gli attori libici e la comunità internazionale verso una soluzione politica“. Non siamo disponibili, invece, “a fornire armi o militari per alimentare un conflitto armato”. Il 19 gennaio, inoltre, è stata fissata la conferenza di Berlino alla quale parteciperanno anche Putin, Erdogan e Haftar.

“In queste settimane e in questi giorni – ha proseguito ancora Conte – ho mantenuto un costante contatto con gli altri leader europei. Stiamo lavorato con la massima concentrazione e determinazione per rafforzare il ruolo dell’Ue quale migliore garanzia per un futuro autonomo e indipendente della Libia”. Il premier ha anche ricordato come sia “fondamentale la consultazione con gli Stati Uniti, utile anche per un efficace coordinamento in vista della conferenza di Berlino”.

“Non escludiamo affatto la possibilità”, ha concluso Conte, di mandare altri soldati italiani in Libia. “Ne discuteremo a Berlino e se ci saranno le premesse l’Italia è disponibile.

Ma non manderemo uno solo dei nostri ragazzi se non in un contesto di sicurezza e con un mandato chiaro”. L’Italia è pronta a contribuire in ogni modo per favorire la pacificazione, ma “in questo momento non ha senso ragionare di ri-dislocamento, bisogna vedere le premesse”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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