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Mario Draghi al Governo, chi è veramente il nuovo Premier incaricato

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Dalla carriera accademica alla presidenza della Banca Centrale Europea, fino alla nomina a premier incaricato: chi è Mario Draghi?

Mario Draghi

Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico italiano.

Formatosi all’Università di Roma “La Sapienza” e specializzato al MIT di Boston, già professore universitario, negli anni Novanta è diventato alto funzionario del Ministero del Tesoro.

Ha inoltre ricoperto la carica di Presidente del Financial Stability Forum e del Financial Stability Board.

È stato Direttore Esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e della Banca Asiatica di Sviluppo. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca Centrale Europea. La madre, Gilda Mancini, è una farmacista originaria di Monteverde (AV).

L’infanzia e gli studi

Mario è il primo di tre fratelli: Andreina è uno storico dell’arte e Marcello un imprenditore.

All’età di 15 anni Draghi ha perso entrambi i genitori, a breve distanza l’uno dall’altro. Una sorella del padre si è poi presa cura di lui e dei suoi fratelli.

La sorella Andreina ha studiato al Liceo Tasso di Roma mentre Mario e il fratello minore hanno frequentato il liceo classico dell’Istituto Massimiliano Massimo di Roma diretto dai Gesuiti. Tra i suoi compagni di classe c’eranoLuca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Magalli.

Si è laureato nel 1970 presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi su integrazione economica e variazione dei tassi di cambio molto critica nei confronti di Pierre Werner, in cui sostiene che, all’epoca (1970), non c’era nessuna condizione per un progetto di moneta unica europea.

Nel 1971 è entrato al Massachusetts Institute of Technology su raccomandazione di Franco Modigliani e ha avuto come professore, tra gli altri, Stanley Fischer, futuro governatore della Bank of Israel. Nel 1977 ha conseguito il dottorato di ricerca con la tesi dal titolo Essays on Economic Theory and Applications sotto la supervisione dello stesso Modigliani e Robert Solow.

La carriera accademica e politica

Dal 1975 al 1981 è stato nominato professore di Politica economica e finanziaria prima all’Università di Trento, poi di Macroeconomia all’Università di Padova e di Economia matematica all’Università di Venezia, poi di Economia e politica monetaria e di Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Firenze dove, dal 1981 al 1991, è stato professore ordinario di Economia e Politica Monetaria.

Mario Draghi è membro del Board of Trustees dell’Institute for Advanced Study (Princeton University) dal 1998 e della Brookings Institution dal 2003. È stato visiting fellow presso l’Institute of Politics della John F. Kennedy School of Government (Harvard University) nel 2001. Nel 1983 è diventato consigliere di Giovanni Goria, ministro del Tesoro nel governo Craxi I. Tra il 1984 e il 1990 è stato Direttore Esecutivo della Banca Mondiale. Dal 1991 al 2001 è stato Direttore Generale del Ministero del Tesoro.

Fu convocato da Guido Carli, ministro del Tesoro del governo Andreotti VII, su suggerimento di Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca governatore della Banca d’Italia. È stato confermato da tutti i governi successivi: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D’Alema I e II, Amato II e Berlusconi II.

Negli ultimi anni è stato l’artefice delle privatizzazioni delle società in cui lo Stato italiano ha diversi investimenti. Questo episodio scatena un’accesa polemica nel dibattito pubblico italiano. Secondo alcune stime, il rapporto debito pubblico italiano / PIL è sceso dal 125% nel 1991 al 115 nel 2001.

È stato anche a capo della commissione governativa che ha redatto la nuova normativa sui mercati e la finanza e per questo viene informalmente chiamato Legge Draghi (Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).

Nel 1991 ha presieduto il comitato di gestione della SACE, avviando la riforma dell’ente e gestendo il passaggio da un passato che nella stagione delle mani pulite vedeva indagini e arresti legati al ‘finanziamento facile’. Draghi è tornato alla presidenza di SACE tra il 1998 e il 2001, nella fase della sua trasformazione in ente economico pubblico, preparandosi alla sua successiva privatizzazione.

Il 28 gennaio 2002 è stato nominato Vice Presidente e Amministratore Delegato di Goldman Sachs per guidare le strategie europee dell’istituto dalla sua sede di Londra e, dal 2004 al 2005, membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Goldman Sachs.

In particolare, Draghi è criticato per essere coinvolto nella vendita di derivati alla Grecia che le consentiranno di entrare nell’Euro. Tuttavia, questa storia si è conclusa nel 2001, quando Draghi non era ancora entrato a far parte della banca d’affari statunitense. Lo stesso Draghi dichiarerà di non essere a conoscenza di quella vicenda e che in ogni caso quel tipo di accordo non era di sua responsabilità.

Dalla Banca d’Italia alla crisi del 2008

Il 29 dicembre 2005 è diventato il nono governatore della Banca d’Italia.

Draghi è chiamato a sostituire Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo Bancopoli. A causa di questa vicenda, il mandato conferito a Draghi ha una durata di sei anni, rinnovabile una sola volta. Dopo la sua nomina a governatore della Banca d’Italia ha venduto le sue azioni Goldman Sachs e ha affidato il ricavato a un blind trust, un fondo che non controlla.

Ha portato gli immobili di proprietà della famiglia nella Onlus Serena (atto costitutivo del 17 novembre 2007), è socio amministratore con la moglie. Le quote sono equamente divise, ma in nuda proprietà, tra i due figli.

In un discorso del 2006 ha dichiarato che non sarebbe mai intervenuto per influenzare le operazioni di mercato, anche se la legge glielo avesse concesso. Allo stesso tempo, invita il sistema bancario italiano a fondersi e combinarsi per evitare di essere acquisito da istituti di credito esteri, date le sue ridotte dimensioni.

Allo stesso tempo, si è battuto per la revisione delle regole sui rapporti tra banche e imprese in due direzioni: l’innalzamento dei limiti alle quote che le banche possono detenere in gruppi industriali e alle quote in banche da parte di soggetti non finanziari .

Ottime le fusioni avvenute nei diciassette mesi seguenti: UniCredit con Capitalia, Intesa con Sanpaolo IMI, Banca Popolare di Verona e Novara con il gruppo Banca Popolare di Lodi, Banche Popolari Unite con Banca Lombarda. Sul fronte interno era alle prese con un difficile piano di riorganizzazione della Banca d’Italia.

Le sue considerazioni finali annuali richiedevano: riduzione delle tasse, riduzione del debito pubblico, taglio della spesa corrente, aumento degli investimenti, riforma delle pensioni (2007); freno all’inflazione, riforma del mercato del lavoro, riforma del risparmio gestito, abolizione del massimo scoperto (2008); sostegno al reddito e ammortizzatori sociali, innalzamento dell’età pensionabile, sostegno alle imprese da parte delle banche (2009).

Forte riferimento al dovere di ammodernamento della scuola, contenuto soprattutto nelle 23 considerazioni del 2007. Nel discorso del 2008 ha evidenziato la differenza di produttività tra Sud e Nord Italia.

In qualità di presidente del Financial Stability Forum ha preparato un rapporto sulle cause delle turbolenze che hanno colpito i mercati mondiali a seguito della crisi dei subprime statunitensi, indicando anche i rimedi.

Nell’aprile 2008 ha presentato al G7 a Washington il suo piano per migliorare la trasparenza dei mercati finanziari mondiali.

Draghi presidente della BCE

Il 16 maggio 2011 l’Eurogruppo ha ufficializzato la propria candidatura alla presidenza della Banca Centrale Europea. In questa data Mario Draghi è stato scelto come prossimo Governatore della Banca Centrale Europea, insediato il 1 ° novembre. Al suo posto di Governatore della Banca d’Italia, dopo una scelta complessa del governo Berlusconi IV, il 20 ottobre 2011 è stato nominato Ignazio Visco.

Un mese dopo l’insediamento, nel suo discorso davanti al Parlamento Europeo, ha chiesto ai Paesi UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati, anche “non si deve escludere un cambiamento dei trattati” per orientarsi verso una politica fiscale omogenea.

Il 22 gennaio 2015 il presidente Mario Draghi avvia l’atteso Quantitative easing, con il quale la Banca Centrale Europea acquista titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona per 60 miliardi di euro fino a settembre 2016.

Il 31 ottobre 2019, con il tradizionale rito del passaggio di consegne al successore Christine Lagarde, ha concluso ufficialmente il suo mandato di presidente della BCE. Nel 2018, secondo la rivista Forbes, è considerato il diciottesimo uomo più potente del mondo.

Nel 2015 ha dichiarato che le sue idee politiche rientrano nel socialismo liberale, e quindi non possono essere collocate in raggruppamenti estremi. Il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’incarico di formare un nuovo governo, che Draghi ha accettato con riserva.

Vita privata

Cattolico e devoto a Sant’Ignazio di Loyola, Draghi è sposato dal 1973 con Maria Serenella Cappello, esperta di letteratura inglese, e ha due figli: Federica, manager di una multinazionale di biotecnologie, e Giacomo, Portfolio Manager di Lmr Partners LLP.

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