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Possibile intesa tra Stati Uniti e Iran: dichiarazioni di Trump e smentite da Teheran

Possibile intesa tra Stati Uniti e Iran: dichiarazioni di Trump e smentite da Teheran

Dichiarazioni contrastanti tra il presidente Donald Trump, che parla di una firma imminente con l'Iran, e organi iraniani che smentiscono l'approvazione di qualsiasi bozza: un quadro che alimenta tensioni politiche, oscillazioni dei mercati e reazioni internazionali.

Negli ultimi sviluppi legati ai colloqui tra Stati Uniti e Iran si registra una netta divergenza tra l’annuncio del presidente americano e le reazioni ufficiali di Teheran. Il presidente Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che un accordo è «più o meno del tutto concluso» e ha annunciato che «firmeremo molto presto l’accordo», aggiungendo che il luogo e la data della firma saranno comunicati a breve e che il vicepresidente Vance potrebbe rappresentare gli Stati Uniti nel fine settimana in Europa.

Allo stesso tempo, le autorità iraniane e canali vicini ai pasdaran hanno smentito che Teheran abbia approvato qualsiasi bozza.

Dichiarazioni ufficiali e smentite da Teheran

Elementi centrali della disputa includono affermazioni nette pubblicate dai canali iraniani vicini alle istituzioni militari, che riportano che l’Iran «non conferma alcun accordo» e che «non è stata approvata nessun bozza di intesa o memorandum iniziale con gli Usa», espressioni che contraddicono direttamente le esternazioni del presidente statunitense.

Anche la televisione di stato iraniana ha usato toni critici, pubblicando su X un post che accusa di inventare falsità a ritmo regolare: «Ogni ora racconta una bugia e si vanta», frase che non nomina direttamente il presidente ma ne respinge il contenuto.

Da parte americana, Trump ha scritto che ha annullato attacchi programmati contro l’Iran e ha collegato questa decisione ai progressi dei colloqui, sostenendo inoltre che «i punti finali sono stati approvati da tutte le parti coinvolte», elenco che, secondo il presidente, comprende tra gli altri Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Queste dichiarazioni hanno provocato reazioni politiche nella regione e sorpresa da diversi leader che non erano stati informati di un’intesa imminente.

Impatto sui mercati e sulla navigazione nello Stretto di Hormuz

Le notizie sulla possibile intesa hanno avuto effetti immediati sui mercati: il petrolio a New York ha chiuso in calo del 2,58% a 87,71 dollari al barile. Anche i listini azionari hanno reagito positivamente allo spiraglio diplomatico: il Dow Jones è salito dell’1,64% a 50.717,11 punti il Nasdaq è avanzato dell’1,68% a 25.589,48 punti e lo S&P 500 è cresciuto dell’1,28% a 7.361,30 punti. Questi movimenti riflettono l’attenuarsi, seppure temporaneo, dei timori di un’escalation militare nella regione.

Sul versante della sicurezza marittima, il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha ribadito che lo Stretto di Hormuz «rimane aperto al transito» e che sono state stabilite «rotte sicure per le navi commerciali», sottolineando che le rotte sono accessibili alle navi che non violano il blocco imposto all’Iran. Al tempo stesso, gli attori regionali continuano a segnalare tensioni e rischi per il transito commerciale.

Mediazioni regionali e ruolo del Qatar e del Pakistan

I negoziati sono stati facilitati da mediatori regionali: il Qatar e il Pakistan sono stati indicati come attori impegnati a promuovere un’intesa, con l’inviato qatariota in contatto con funzionari iraniani per cercare un testo condiviso. Fonti diplomatiche segnalano che il testo sarebbe stato valutato anche dalle parti coinvolte, ma la decisione finale richiede l’approvazione di vertici iraniani non ancora intervenuta.

Reazioni politiche interne e messaggi di avvertimento

Nell’arena politica iraniana e regionale si sono registrate posizioni dure: il presidente della commissione per la Sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha avvertito che azioni «sconsiderate» da parte statunitense riceverebbero una «risposta storica», mentre il presidente del parlamento e capo negoziatore ha ammonito che scelte impulsive potrebbero «far saltare i mercati» e aggravare la situazione. Queste affermazioni delineano un contesto in cui la parola finale spetta a figure istituzionali di alto livello.

Intanto le autorità israeliane avrebbero espresso sorpresa per il post presidenziale che lasciava intendere un’intesa imminente, segnalando che non risultava alcuna approvazione ufficiale di un accordo. La diplomazia internazionale sembra

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