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Protesta agraria in Calabria: fermo allo svincolo A2 di Pizzo

Protesta agraria in Calabria: fermo allo svincolo A2 di Pizzo

Agricoltori di Pizzo bloccano l’autostrada per protestare contro prezzi agricoli troppo bassi e l’aumento dei costi di produzione.

Il 29 settembre gli agricoltori del Vibonese hanno trasformato lo svincolo dell’A2 Autostrada del Mediterraneo a Pizzo in un punto di pressione contro la crisi del comparto. Trattori, rimorchioni e una numerosa fila di manifestanti hanno occupato l’area, costringendo gli automobilisti a lunghe code e a rallentamenti che hanno paralizzato la circolazione per ore.

La protesta, già iniziata il 28 settembre in diverse zone della Calabria ha assunto una dimensione regionale, con presidi a Rosarno, Crotone, Firmo-Sibari e lungo la Statale 106. Le forze dell’ordine sono intervenute con cordoni di contenimento, ma hanno garantito il passaggio dei veicoli di emergenza.

Trattori e manifestanti occupano lo svincolo A2 di Pizzo

Intorno allo svincolo, i mezzi agricoli sono stati allineati in fila indiana, bloccando fisicamente l’accesso all’autostrada. Il traffico, deviato verso le strade secondarie, ha subito ingorghi che si sono protratti per gran parte del pomeriggio, creando disagi notevoli per i viaggiatori e per il trasporto merci.

Il pomeriggio del 29 settembre, code e rallentamenti

Nel pomeriggio del 29 settembre la situazione è diventata particolarmente delicata: le file di auto si sono allungate per diversi chilometri, mentre i manifestanti, armati di cartelli e striscioni, hanno reiterato il loro messaggio di emergenza. Alcuni automobilisti hanno offerto acqua e cibo ai contadini, mostrando una solidarietà inaspettata.

Le ragioni economiche dietro la protesta

Al centro della manifestazione c’è la denuncia di prezzi agricoli troppo bassi accanto a un crescente onere dei costi di produzione. Gli agricoltori hanno evidenziato che il prezzo riconosciuto per l’olio è sceso da circa 9,20 euro a 3,50 euro mentre le spese per confezionamento, trasporto, carburante e manodopera continuano a crescere.

Il grido «Non possiamo vendere sotto costo»

Il motto ripetuto più volte è stato «Non possiamo vendere sotto costo» che riassume la paura di vedere le proprie aziende incapaci di coprire le spese essenziali. Il cari carburante è stato indicato come il fattore che grava su tutta la filiera, rendendo difficile pianificare la produzione e mantenere un margine sostenibile.

Estensione della mobilitazione in tutta la regione

Dopo le prime azioni del 28 settembre, il movimento si è diffuso rapidamente. A RosarnoCrotone e nell’area di Firmo-Sibari sono state segnalate nuove occupazioni di strade, con agricoltori e operatori del trasporto che hanno aderito alle richieste comuni. I manifestanti di Pizzo ora chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e hanno dichiarato la volontà di mantenere il presidio finché non arriveranno risposte concrete.

Nonostante i disagi, gli organizzatori hanno sottolineato che le vie di emergenza rimangono aperte e hanno invitato le autorità a intervenire per evitare che la produzione agricola diventi economicamente insostenibile.

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