Il recente intervento di Volodymyr Zelensky a Davos ha riacceso il dibattito sul ruolo dell’Europa nel sostegno all’Ucraina. Critiche per lentezza, frammentazione e mancanza di volontà politica si sono scontrate con la difesa del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato l’impegno concreto dell’Unione nel garantire sicurezza, aiuti militari e stabilità al Paese colpito dalla guerra.
L’Europa sotto accusa: le critiche di Zelensky
Durante il Forum di Davos, Volodymyr Zelensky ha rivolto parole dure all’Unione Europea, definendola “smarrita” e incapace di dimostrare coesione di fronte alla crisi ucraina. Il presidente ucraino ha criticato la lentezza e la frammentarietà della risposta europea all’invasione russa, accusando Bruxelles di non avere “volontà politica” e di apparire come un “caleidoscopio di piccole e medie potenze”.
Zelensky ha evocato metafore significative, paragonando la situazione al film “Ricomincio da capo” e al “giorno della marmotta”, per descrivere una ripetizione infinita di indecisioni e incertezze. Non sono mancati riferimenti al mancato utilizzo degli asset russi congelati e al dibattito sulle armi, dai Tomahawk ai missili Taurus, come simbolo di un’Europa esitante di fronte alle sfide militari.
Pur riconoscendo l’appoggio della coalizione dei Volenterosi, il leader di Kiev ha sottolineato la necessità di un’azione immediata, ammonendo che “senza agire ora, non ci sarà un domani”.
La dura replica di Tajani: “Critiche ingenerose da parte di Zelensky all’Europa”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto con fermezza, difendendo il ruolo dell’Europa e definendo le critiche di Zelensky “non generose”. Tajani ha ricordato come l’Unione abbia garantito l’indipendenza dell’Ucraina, sostenendola su più fronti: politico, finanziario e militare. “Mi pare che l’Europa abbia fatto di tutto per sostenerla”, ha affermato a margine del business forum Italia-Germania, sottolineando anche i benefici derivanti dall’integrazione del mercato interno e l’importanza del lavoro svolto per la crescita europea.
Tajani ha poi chiarito la posizione italiana sulle iniziative internazionali di pace, citando il Board of Peace, e ha spiegato come l’ingresso dell’Italia sia ostacolato da vincoli costituzionali, in particolare dall’Articolo 11, che richiede una parità di poteri non garantita nella proposta. Infine, Tajani ha richiamato l’attenzione sul valore dell’unità europea, affermando con convinzione: “Quando è coesa, l’Europa è davvero invincibile”.