×

CdM, Draghi conferma coprifuoco alle 22: bocciate richieste della Lega

A CdM concluso il premier Draghi ha confermato il mantenimento del coprifuoco fino alle ore 22, bocciando le richieste della Lega e delle regioni.

draghi coprifuoco 22

A margine di un Consiglio dei Ministri iniziato con un’ora di ritardo proprio a causa delle tensioni all’interno della maggioranza, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha confermato almeno fino alla fine del mese di maggio la norma che dispone il coprifuoco alle ore 22.

Secondo fonti di governo infatti, sarebbe stato proprio il premier assieme ai ministri Speranza e Franceschini a spingere per bocciare le richieste della Lega e delle regioni di spostare in avanti il coprifuoco di almeno un’ora.

Draghi conferma il coprifuoco alle 22

Una decisione che è stata accolta negativamente dagli esponenti della Lega, i quali subito dopo la conferma della norma hanno dichiarato: “Al di là del coprifuoco, non sono logiche le restrizioni per i locali al chiuso anche in zona gialla.

E sono previste troppo in là alcune riaperture, con scelte illogiche e punitive per palestre e piscine. […] Bene la riapertura parziale di cinema e teatri, ma perché punire i ristoratori senza spazio esterno?. Meglio dieci persone controllate e distanziate al bar o al ristorante, che non dieci persone chiuse in un’abitazione privata”.

In Cdm i ministri della Lega si sono astenuti e non hanno votato il provvedimento sulle riaperture, provocando disappunto nel presidente del Consiglio che successivamente ha affermato: “Fatico a comprendere.

Si tratta di decisioni che abbiamo preso insieme”.

Nel pomeriggio di mercoledì, la Conferenza delle regioni e delle province autonome aveva comunicato ai ministri Gelmini e Speranza la richiesta di poter far slittare il coprifuoco almeno alle ore 23, nonché di far ripartire le attività individuali in palestra al chiuso e nelle piscine all’aperto, già a partire dal prossimo 26 aprile.

Il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga aveva infatti annunciato: “Prosegue l’attività di collaborazione istituzionale fra le Regioni e il Governo: oggi abbiamo aggiornato le ‘Linee Guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative’, inserendo le previsioni e i protocolli che riguarderanno le attività turistiche, i congressi e i grandi eventi fieristici”.

Tra i presidenti di regione tuttavia non vi è stata unanimità. Se infatti da un lato Eugenio Giani e Stefano Bonaccini spingevano verso lo spostamento del coprifuoco, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti si era dichiarato concorde con il parere dell’esecutivo.

Stato di emergenza prorogato fino al 31 luglio

All’interno del CdM – durato soltanto 45 minuti – è stata inoltre decisa anche la proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio. Il governo ha inoltre dato il via libera all’unanimità al pagamento degli stipendi di aprile per i lavoratori di Alitalia, tutto questo senza l’ok preventivo della Commissione europea.

Via libera inoltre alla riapertura delle attività fieristiche dal prossimo 15 giugno, mentre per gli spostamenti tra le regioni arriva la carta verde, sulla quale il Consiglio dei Ministri ha specificato: “Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell’Unione sono riconosciute valide anche in Italia. Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale”.

Salvini: “Voteremo il prossimo decreto”

Nonostante la delusione per la conferma del coprifuoco alle 22, il segretario leghista Matteo Salvini ha dichiarato che il suo partito voterà il prossimo decreto del governo se verrano incluse norme a tutela dei lavoratori: “La Lega chiede di dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole. Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni. I dati sanitari fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati. Con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto. Voteremo il prossimo decreto se insieme al piano vaccinale e alla tutela della salute prevederà il ritorno alla vita e il ritorno al lavoro.

Spostamenti tra regioni per chi ha certificazione verde

Una importante novità introdotta riguarderà lo spostamento tra una regione ed un’altra che sarà permesso dal 26 aprile a chi sarà munito di certificazione verde “anche se si tratta di zone rosse o arancioni. Sempre dal 26 aprile e fino al 15 giugno, in zona gialla e arancione, è possibile andare a trovare amici o parenti in una abitazione privata (diversa dalla propria) in 4 persone al posto di 2″.

Tali certificazioni si legge nel documento diffuso al termine del Consiglio dei Ministri dovrà dimostrare che la vaccinazione contro il Covid sia effettivamente avvenuta aggiungendo che: Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione Europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea”.

Pubblico in eventi di sport agonistici

Altra decisione importante riguarderà gli sport agonistici nei quali potrà nuovamente prendere parte il pubblico in zona gialla in “manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato paralimpico. La capienza consentita è del 25% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 1000 spettatori per gli impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso”.

Sempre per ciò che riguarda lo sport a partire dal 26 aprile sempre in zona gialla ripartirà all’aperto lo svolgimento di qualsiasi attività sportiva all’aperto: “anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre”.

Spettacoli in zona gialla: le modalità

Novità molto attesa riguarderà lo svolgimento in pubblico attività quali cinema, teatri o ancora sale concerto evidenziando che i posti a sedere devono essere assegnati già in precedenza e comunque distanti l’uno un metro dall’altro. Molto importante la capienza massima dei locali che non dovrà superare i 500 al chiuso e i 1000 all’aperto.

Ristoranti aperti anche a cena in zona gialla

A partire dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire in zona gialla anche all’ora di cena purché all’aperto. A darne notizia Palazzo Chigi dopo che nei giorni scorsi si era parlato dell’apertura dei ristoranti ad orario di pranzo.

Le modalità per lo svolgimento delle attività scolastiche

Ridefinite le modalità per lo svolgimento delle attività scolastiche. Dal prossimo 26 aprile e fino al termine dell’anno scolastico per le scuole superiori sarà garantita la presenza “in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%”. Per ciò che riguarda le università le attività verranno garantite in misura prioritaria in presenza nel periodo che va dal 26 aprile al 31 luglio, nelle zone gialle e arancioni. Nelle zone rosse invece è stato raccomandato di incentivare la frequenza in presenza degli studenti del primo anno.

Mercati e centri commerciali

In zona gialla e arancione i negozi sono tutti aperti; in zona rossa sono aperti solo alimentari, farmacie, edicole e negozi che vendono prodotti ritenuti necessari. Dal 15 maggio, in zona gialla, sono aperte le attività commerciali presenti all’interno dei centri commerciali, gallerie, parchi e altre strutture a essi assimilabili nei giorni festivi e prefestivi. In zona arancione e rossa i centri commerciali sono aperti durante la settimana lavorativa. Nei negozi rimane l’obbligo di ingresso contingentato, indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.

Parchi tematici

Dal 15 giugno, in zona gialla, è consentito lo svolgimento di fiere. Chi arriva dall’estero deve rispettare gli obblighi di quarantena: 5 giorni se si proviene da un Paese dell’Ue, 14 da Paesi Extra Ue. Dal 1 luglio, in zona gialla si possono organizzare convegni e congressi con le linee guida approvate dal Comitato. Alle terme, è possibile accedervi solo con il certificato medico, si potrà entrare liberamente. Dal 1 luglio sono aperti anche i parchi tematici e di divertimento. Rimangono chiuse le sale da gioco e le postazioni all’interno dei locali pubblici.

Divieti e controlli anti assembramenti

L’apertura di bar e ristoranti all’aperto a pranzo e cena potrebbero determinare assembramenti. Per questo motivo è stato confermato il divieto di sostare all’esterno dei locali, la consumazione può avvenire solo al tavolo. Rimane in vigore la chiusura al pubblico di strade o piazze dove si possono creare situazioni di assembramento; fatta salva la possibilità di accesso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private.

Piscine e palestre: i vincoli e le date

Dal 26 aprile è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto, rimane il divieto dell’uso degli spogliatoi. Dal 1 giugno, in zona gialla, sono aperti stadi per eventi e competizioni agonistiche. La capienza non può superare il 25% di quella massima autorizzata e comunque con un massimo di 1000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso. Dal 15 maggio, in zona gialla, riaprono piscine e gli stabilimenti balneari. Dal 1 giugno riaprono le palestre in zona gialla. Nelle zone arancione e rosse si può fare sport all’aperto nel proprio Comune.

Visite ad amici e parenti

Dal 26 maggio al 15 giugno, in zona gialla, ci si può spostare per andare a trovare amici e parenti nella regione una sola volta al giorno; ci si può muovere in quattro persone oltre ai minori. La visita, sempre di quattro persone oltre ai minori, è consentita anche in zona arancione ma all’interno del proprio comune di residenza. In zona rossa, invece, sono vietate le visite a parenti e amici. Inoltre, è sempre consentito andare nelle seconde case ma, può spostarsi solo il nucleo familiare. Il titolare, deve poter dimostrare di aver affittato o acquistato l’abitazione prima del 14 gennaio 2021.

Contents.media
Ultima ora