Un 28enne di Baiano, in provincia di Avellino, è stato denunciato dopo che avrebbe rimosso volontariamente il microchip dalla carta d’identità elettronica. La modifica, effettuata per impedire la corretta lettura dei dati digitali e biometrici contenuti nel documento, ha reso la Cie formalmente contraffatta, come riporta Fanpage.it. Il giovane è stato fermato dai carabinieri della stazione di Baiano durante un normale controllo in strada.
I militari si sono accorti che il chip non si era staccato accidentalmente, ma sarebbe stato tagliato via intenzionalmente. La carta d’identità è stata quindi sequestrata e per il 28enne è scattata la denuncia per falsità materiale.
Carta d’identità elettronica modificata: un fenomeno più ampio
Secondo quanto riferito dall’Arma, quello avvenuto nell’Avellinese non sarebbe un episodio isolato, ma rientrerebbe in un fenomeno emergente che starebbe interessando diverse zone d’Italia.
La rimozione del chip verrebbe effettuata da alcune persone nel tentativo di sottrarsi all’identificazione digitale e ai controlli automatizzati. L’alterazione può infatti compromettere la verifica elettronica del documento nei luoghi in cui viene richiesta, come aeroporti, banche e uffici pubblici.
Dietro la rimozione del chip il timore infondato dei presunti “tracciamenti”
Alla base di alcuni di questi comportamenti ci sarebbero anche teorie complottiste diffuse negli ultimi anni. Secondo una di queste convinzioni, il microchip presente nella carta d’identità elettronica consentirebbe una forma di “tracciamento” digitale dei cittadini. Da qui nascerebbe la scelta di eliminarlo fisicamente per impedire che i propri dati possano essere controllati dalle istituzioni o da altri soggetti. Una teoria priva di riscontri e collegata ad altre narrazioni sulla presunta possibilità di utilizzare microchip per controllare le persone.
