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Ripristinato il comitato Agcom per la corretta copertura mediatica delle vicende giudiziarie

Ripristinato il comitato Agcom per la corretta copertura mediatica delle vicende giudiziarie

Agcom ha promosso la ricostituzione del Comitato per la corretta rappresentazione mediatica delle vicende giudiziarie per riaffermare la tutela della presunzione di innocenza e adattare il codice del 2009 ai nuovi attori digitali.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato il processo per riportare in attività il Comitato per la corretta rappresentazione mediatica delle vicende giudiziarie, un organismo previsto dall’articolo 2 del Codice di autoregolamentazione firmato il 21 maggio 2009. Questa scelta nasce dall’esigenza di creare uno spazio permanente di confronto tra istituzioni e operatori dell’informazione per garantire una copertura più attenta e responsabile dei procedimenti giudiziari.

La decisione è stata presa dall’Autorità con un voto che non è stato unanime: la commissaria Giomi ha espresso voto contrario. Il Comitato, già operativo dal 2009 fino al 2012, viene ora ricostituito per rispondere a questioni che restano centrali, come la tutela della presunzione di innocenza e il rispetto della dignità delle persone coinvolte nelle inchieste e nei processi mediatici.

Perché ricostituire il comitato

Negli ultimi anni il panorama mediatico si è trasformato radicalmente: accanto alle emittenti radiotelevisive tradizionali sono emersi content creator, podcast e piattaforme di informazione online che partecipano in modo significativo alla costruzione dell’informazione giudiziaria. L’Autorità ritiene necessario riattivare un organismo in grado di offrire linee guida e favorire un dialogo strutturato tra soggetti diversi, così da rispondere con autorevolezza alle criticità nella copertura delle vicende giudiziarie.

Riconfermare principi fondamentali

Il Comitato dovrà riaffermare principi già presenti nel codice del 2009, tra cui la correttezza della rappresentazione mediatica e la tutela della presunzione di innocenza. Questi principi sono stati inoltre recepiti nel preambolo del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti approvato dall’Ordine nazionale dei giornalisti l’11 dicembre 2026, a sottolineare la continuità e l’urgenza di tali valori nel giornalismo odierno.

Composizione e compiti del nuovo organismo

La struttura del Comitato prevede la presenza di un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni che sottoscrissero il Codice: Rai, Mediaset (ora MFE), Telecom Italia Media (ora La7), AERANTI-CORALLO, FRT (ora Confindustria Radio TV), l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa. A questi si aggiungono tre esperti nominati dall’Autorità, tra i quali sarà scelto il Presidente.

Priorità operative

Tra gli incarichi iniziali sarà valutata l’opportunità di aggiornare il Codice del 2009 per declinarne i principi rispetto ai nuovi attori digitali. Un’altra priorità è promuovere l’adesione volontaria al regime di autoregolamentazione da parte di soggetti non firmatari, come le associazioni rappresentative dei creator digitali e dei podcast, affinché la cultura della responsabilità si estenda anche nelle piattaforme emergenti.

Implicazioni per il sistema informativo

La ricostituzione del Comitato ha implicazioni pratiche per chi produce informazione: l’obiettivo è creare standard condivisi che riducano i rischi di trattazioni mediatiche che possano ledere la dignità delle persone o interferire con il regolare svolgimento dei processi. In un contesto in cui i contenuti si diffondono rapidamente e senza filtri, la co-regolazione può offrire strumenti di responsabilizzazione e buone pratiche operative.

Dialogo tra tradizione e innovazione

Il nuovo Comitato dovrà operare come piattaforma di sintesi tra il mondo radiotelevisivo tradizionale e le nuove forme di comunicazione digitale. Questo approccio richiede flessibilità normativa e disponibilità al dialogo, per adattare regole etiche e operative a contesti diversi mantenendo il nucleo dei principi deontologici.

Risposte istituzionali e reazioni

L’Ordine dei giornalisti ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, ricordando di aver sollecitato più volte la riattivazione del Comitato e di aver trovato disponibilità nell’Autorità, in particolare dal presidente Agcom. Tuttavia, la presenza di posizioni critiche al suo interno sottolinea che il percorso di ricostituzione dovrà tener conto di opinioni e sensibilità diverse, garantendo trasparenza e inclusività nelle scelte.

La ricostituzione del Comitato non è un semplice atto formale ma la risposta a una sfida concreta: conciliare la rapidità e la molteplicità dei canali informativi con l’esigenza di proteggere la persona e la correttezza del racconto giudiziario. Il compito sarà delicato ma fondamentale per promuovere un’informazione che sia al tempo stesso libera e responsabile.