Il 23 giugno 2026 a Roma si è tenuto un incontro tra il ministro Matteo Salvini e i vertici del Gruppo FS Italiane per aggiornare lo stato dei progetti infrastrutturali e definire le misure operative del Piano Estate 2026. Al tavolo erano presenti rappresentanti di Ferrovie dello StatoTrenitaliaRfi e Anas con l’obiettivo di conciliare l’accelerazione dei lavori con la continuità del servizio ferroviario durante la stagione estiva.
Il confronto ha toccato tre punti concreti: il volume dei cantieri attivi, i dati di puntualità registrati a giugno e le cause principali dei ritardi sulla rete. Sullo sfondo resta il programma di investimenti collegato al PNRR e la gestione di un periodo caratterizzato da temperature elevate e da un numero elevato di interventi lungo l’intera rete nazionale.
Lo stato dei cantieri e gli obiettivi del PNRR
Durante la riunione è stato ribadito che nel 2026 sono attivi circa 1.300 cantieri sulla rete ferroviaria italiana, un volume di lavori definito dal Gruppo FS come «senza precedenti» per numero e intensità. L’impegno dichiarato è il completamento di tutte le milestone del PNRR con il raggiungimento del 100% degli obiettivi programmati.
In questo contesto la priorità condivisa è quella di garantire la continuità del servizio passeggeri, limitando il più possibile i disagi legati alle interferenze dei cantieri con i treni in circolazione.
Programmazione estiva e risorse operative
Per affrontare l’aumento delle attività operative nei mesi caldi il Piano Estate 2026 prevede il potenziamento dei presidi operativi, il rafforzamento delle manutenzioni sulle direttrici principali e un incremento dei servizi di assistenza ai passeggeri. In pratica sono previste sale operative attive per il monitoraggio della circolazione, circa 60 bus di supporto pronti a intervenire e un rafforzamento del personale di customer care nelle stazioni maggiori, con team dedicati al contatto con i viaggiatori e alla gestione delle emergenze.
Puntualità a giugno e cause dei ritardi
Il ministero ha sottolineato un miglioramento del parametro di puntualità: nei primi quindici giorni di giugno la percentuale è salita al 76% rispetto al 69% dello stesso periodo del 2026 e al 70% del 2026. Questo trend, secondo quanto emerso nella riunione, indica un passo avanti nella gestione della circolazione nonostante il maggior numero di cantieri in corso.
Manomissioni, furti di rame e impatto sul servizio
Tra le cause principali dei ritardi il Mit ha indicato le manomissioni della rete e i furti di rame solo nei primi mesi dell’anno questi episodi hanno provocato il ritardo di circa 600 treni. Il fenomeno del furto di materiale metallico è stato segnalato come un elemento che aggrava la vulnerabilità della rete, richiedendo interventi di ripristino e attività di sicurezza e controllo più intense.
Effetti del caldo e confronto internazionale
L’amministratore delegato del Gruppo FS, Stefano Antonio Donnarumma, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze delle alte temperature: il caldo può causare deformazioni delle infrastrutture elettriche di trazione e dei binari, imponendo limitazioni operative che si traducono in rallentamenti e, Donnarumma ha evidenziato che, pur con procedure di limitazione attive, la strategia italiana è quella di far viaggiare i treni e intervenire per la sicurezza; a titolo di confronto è stato richiamato il dato della Sncf in Francia, che ha sospeso 71 treni a causa del caldo record, mentre in Italia la linea di azione è orientata a mantenere il servizio in esercizio.
Nel corso dell’incontro è stata Il confronto tra Ministero e Gruppo FS ha ribadito l’impegno a comunicare in modo tempestivo ai viaggiatori e alle istituzioni le misure di mitigazione e gli eventuali piani alternativi in caso di criticità.
