Negli ultimi giorni il caso Signorini ha infiammato media e social, ma a prendere posizione con chiarezza è stato Roberto Alessi. Il direttore di Novella 2000 ha denunciato il fenomeno del pubblico ludibrio, commentando le rivelazioni di Fabrizio Corona e difendendo la necessità di evitare gogna mediatica e processi sommari.
Roberto Alessi prende posizione e tuona sul Caso Signorini
Negli ultimi giorni il caso Signorini ha acceso il dibattito tra opinionisti, ex concorrenti del Grande Fratello e protagonisti dei talk show. In questo clima, Roberto Alessi, direttore di Novella 2000, interviene con un articolo su L’Edicola. Alessi condanna la derisione pubblica: “Il pubblico ludibrio è sempre un orrore… grazie ai social, è diventato uno sport nazionale ormai molto pericoloso”.
Il giornalista ricorda le conseguenze drammatiche della gogna mediatica, citando due casi emblematici: “Parlo del ragazzo dei pantaloni rosa… Andrea Spezzacatena si è tolto la vita a 15 anni… Parlo del caso di Tiziana Cantone, che nel 2016 a 33 anni ha deciso di farla finita dopo la diffusione di alcuni suoi video privati”.
Alessi difende chi viene svergognato pubblicamente, citando anche Vincenzo Muccioli e San Patrignano: “Per questo lo ripeto: difendo gli svergognati… migliaia di drogati salvati da morte sicura”.
Roberto Alessi, le riflessioni sulle accuse a Signorini e il ruolo dei social
Nella conclusione del suo articolo, Alessi sottolinea la delicatezza delle accuse a Signorini e la responsabilità di non diffondere informazioni senza verifica: “Sì, le parole sono pietre e bisogna stare attenti a usarle… Se ci fossero stati davvero reati e molestie, quelli si denunciano ai Carabinieri, alla Polizia, non a Fabrizio Corona”.
Il direttore evidenzia anche la complessità della vicenda di Antonio Medugno, coinvolto solo dopo le dichiarazioni di Corona. Medugno ha raccontato “la sua verità”, correggendo la narrazione, dimostrando quanto sia fragile il confine tra speculazione mediatica e fatti reali.