Rocco Commisso patron della Fiorentina, scomparso ad inizio 2026 è tornato al centro delle cronache per un’indagine condotta dai ROS dove parrebbe che il presidente italo americano abbia avuto contatti diretti con la mala del suo paese di origine in Calabria, scopriamo cosa sarebbe accaduto e la posizione della viola in merito.
Rocco Commisso, un amore per la Fiorentina unico
Rocco Commisso è scomparso lo scorso 16 gennaio ma il suo ricordo è vivo più che mai nei tifosi della Fiorentina, sia perché la famiglia ne detiene ancora il controllo societario ma soprattutto perché quello che ha fatto per Firenze resterà nella storia.
Oltre ai traguardi sportivi raggiunti, vi è il Viola Park, il lascito di Commisso, un centro sportivo all’avanguardia che permette di allenarsi al top ed allo stesso tempo di far crescere i giovani talenti, scouting in cui la Fiorentina è una delle società più attive in Italia.
Un sogno che ha richiesto decine di milioni di euro di investimenti ma che hanno dimostrato come realtà di media fascia, come la Fiorentina. se hanno alle proprie spalle progetti concreti ed ambiziosi possono trasformarsi in realtà.
Le intercettazioni choc sui finanziamenti alla cosca
Le intercettazioni dei ROS vedono al centro Rocco Commisso, che secondo quanto emerso dalle telefonate avrebbe finanziato una cosca malavitosa di Marina di Gioiosa Ionica, città natale dello stesso presidente gigliato.
Infatti ad un certo punto gli uomini intercettati, in particolare Frank Albanese, parlano dei soldi di Rocco Commisso, quasi come se lui facesse parte, a livello economico dell’organizzazione. Se così fosse la posizione della famiglia si aggraverebbe perché il clan finanziato è al centro di un’indagine della DDA Antimafia.
La Fiorentina, tramite la sua presidenza mette a tacere i rumors, bollando il tutto come falsità, come riporta il Corriere Fiorentino, chiedendo a chi ha diffuso la notizia di rimuoverla, in quanto lesiva della memoria e della reputazione di Rocco Commisso e della sua famiglia.