> > Cappellani militari alla parata del 2 giugno, preti: "Non è la nostra chiesa"

Cappellani militari alla parata del 2 giugno, preti: "Non è la nostra chiesa"

I preti contro la presenza dei cappellani militari alla parata del 2 giugno

Preti ed esponenti della Chiesa si sono schierati contro la presenza dei cappellani militari alla parata del 2 giugno.

La partecipazione dei cappellani militari alla parata del 2 giugno ha acceso un acceso dibattito all’interno del mondo cattolico. Sacerdoti, associazioni e rappresentanti della Chiesa hanno espresso opinioni critiche su questa scelta.

Parata del 2 giugno, preti contro la presenza dei cappellani militari: le critiche

Le immagini della parata del 2 giugno hanno generato numerosi commenti e riflessioni, soprattutto riguardo alla presenza di figure religiose accanto ai rappresentanti delle istituzioni e delle Forze Armate.

Sui social network diversi sacerdoti hanno manifestato il proprio dissenso, sostenendo che la missione della Chiesa sia principalmente quella di promuovere la pace e accompagnare le persone sul piano umano e spirituale. “Eminenza non saresti dovuto andare… Applaudire ad una sfilata di soldati…” ha scritto il sacerdote Antonio Solla. “Oggi sfilano le talari e stellette dei cappellani militari.

Torniamo a benedire le armi? Non è la mia chiesa!” ha scritto don Alfredo Jacopozzi, responsabile cultura della diocesi di Firenze, ricevendo molti commenti con scritto “neanche la mia“.

Anche alcuni esponenti della Conferenza Episcopale Italiana hanno espresso perplessità. Secondo quanto riportato, il compito dei cappellani militari non dovrebbe essere interpretato come una celebrazione dell’apparato militare, ma come un servizio rivolto alle donne e agli uomini che operano nelle Forze Armate, offrendo sostegno morale e spirituale nei momenti più difficili.

Altre critiche sono arrivate da associazioni cattoliche impegnate nella promozione della pace, che hanno sottolineato il valore simbolico della scelta e il messaggio che potrebbe trasmettere all’opinione pubblica.

Parata del 2 giugno, scoppia la polemica: critiche dal mondo religioso

Il mondo religioso si è schierato contro la presenza dei cappellani militari alla parata del 2 giugno. “Non è la nostra Chiesa, abbiamo un’altra missione” hanno dichiarato. “Ritengo che la presenza dei cappellani militari non vada valorizzata nella cornice delle parate, quasi fosse parte dell’apparato celebrativo delle armi. La loro missione, nel suo senso più profondo, è altra: accompagnare umanamente e spiritualmente le persone in uniforme, custodire la coscienza, ricordare il valore inviolabile di ogni vita, portare una parola di pace nei luoghi in cui l’esistenza degli uomini e delle donne è esposta alla fatica, alla paura e al dolore” ha dichiarato Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio, all’Ansa.

Anche Pax Christi, movimento cattolico per la pace, ha criticato la presenza dei cappellani militari alla parata. “Valuto quella presenza con rispetto per le persone e con preoccupazione per il segno” ha dichiarato monsignor Savino a Repubblica. Una situazione che si presenta a 60 anni dal processo a don Lorenzo Milani per la sua lettera contro i cappellani militari e in difesa dell’obiezione di coscienza. “Le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto” si leggeva nella lettera.