Rocío Muñoz Morales ha rotto il silenzio su alcuni aspetti della sua vita privata, chiarendo lo stato dei rapporti sentimentali e familiari. L’attrice spagnola conferma di avere oggi una frequentazione con Andrea Iannoneiniziata dopo un incontro a Capodanno a Madridma ribadisce la volontà di vivere le cose con calma e senza definizioni fisse. Parallelamente racconta la sofferenza legata alla separazione da Raoul Bova e il lavoro interiore che l’ha portata a ricostruire un equilibrio per sé e per le figlie Luna e Alma.
La frequentazione con Andrea Iannone: un legame vissuto giorno per giorno
L’attrice descrive il rapporto con Andrea Iannone come una presenza che le porta qualcosa di positivo e che non pretende etichette. «Io sono serena. Mi vivo il bello che c’è con una persona che in questo momento è positiva per me, senza sentire il bisogno di dargli un titolo», dice, segnando la distanza dalle logiche del gossip.
Rocío definisce il legame «È una bella amicizia speciale, dove ci siamo l’uno per l’altra», chiarendo che si tratta di una frequentazione che «non può definirsi impegnata» ma che viene coltivata «giorno per giorno», senza proiezioni affrettate sul futuro.
I tempi e la necessità di non forzare le definizioni
L’attrice sottolinea di voler rispettare i propri ritmi personali: «Ma i sentimenti non sono mai semplici.
E semplificarli vuol dire banalizzarli.» Questo punto di vista spiega la scelta di evitare etichette immediate e di non rispondere alle pressioni mediatiche che chiedono chiarezza rapida su ogni legame amoroso. Per Rocío è importante «aprire il cuore con i propri tempi», senza trasformare l’intimità in un fatto pubblico già definito.
La separazione da Raoul Bova e la gestione familiare
Il capitolo relativo a Raoul Bova è raccontato con toni miscelati di dolore e responsabilità. Rocío spiega che la fine della relazione è stata segnata da eventi pubblici che l’hanno ferita, ma che non hanno mai modificato il suo atteggiamento nei confronti delle figlie: «Io non ho mai parlato male di lui alle bambine, non lo farò mai.» È una presa di posizione netta che sottolinea l’importanza di mantenere per le piccole Luna e Alma (rispettivamente 10 e 7 anni) una figura maschile di riferimento.
La gestione del dolore e la rinascita
Rocío racconta di aver sofferto per la modalità con cui la separazione è emersa al pubblico: «La modalità mi ha ferita. Quando una cosa molto intima, molto forte e molto spiacevole diventa di tutti, fa più male.» Nonostante questo, ribadisce una scelta di resilienza: «Il sole c’era ancora, c’è sempre stato.» e aggiunge che la voglia di rinascere non è stata solo personale, ma anche un impegno nei confronti delle figlie: «Ma non ha nemmeno senso trascinarsi dietro il passato, come un fardello.». Per affrontare il percorso ha seguito un lavoro psicoterapeutico che l’ha aiutata a elaborare l’accaduto e a trasformarlo in occasione di crescita.
Parlando del proprio ruolo di madre, Rocío spiega di voler mostrare ai figli che la forza e la fragilità possono convivere: «Mostrarmi forte ma anche fragile è parte dell’umanità che voglio trasmettere» e di voler essere, attraverso l’esempio, una donna e una madre migliore. Infine, pur senza chiudere la porta a possibili sviluppi futuri nel rapporto con Iannone, ribadisce che «La storia non è finita.»
